I nostri vini

Il nostro progetto nella Tenuta di Fessina, in Contrada Moscamento, a Rovittello (Comune di Castiglione di Sicilia),  aspira a realizzare un percorso alla ricerca di qualcosa di nuovo, dare una nuova interpretazione ai vini siciliani. L’eleganza come obiettivo decisivo, come stile. Il protagonista assoluto il territorio, la Sicilia, con la sua terra ed i suoi vigneti, il suo sole ed il suo calore, i colori delle terre, delle albe e dei tramonti, i luoghi noti e quelli ancora non trovati.

La Tenuta di Fessina, alle pendici dell’Etna, acquistata nel 2007, ci sta già regalando grandi soddisfazioni: la partecipazione, con i nostri prodotti, alle manifestazioni dedicate all’eccellenza di Sicilia  della primavera scorsa,  e al Vinitaly – dal 2009 al 2014 -, ha innescato un lusinghiero passaparola che ha già sortito buoni frutti. Il terroir della Trinacria, ed in particolare gli autentici “cru” in cui è diviso il territorio etneo, sta godendo di un grande momento di entusiasmo, che ci incoraggia a proseguire la strada imboccata con ancora più impegno e passione.

Dal nostro “cru” di Nerello Mascalese – circa 7 ettari ai piedi dell’Etna, con viti centenarie – abbiamo ottenuto IL MUSMECI, l’annata 2007 del quale, la prima sul mercato, si è meritata  i Tre Bicchieri Verdi del Gambero Rosso e l’Eccellenza de L’Espresso 2010 e, anche per l’annata 2008,  l’Eccellenza 2011. Alla vendemmia 2009 de Il Musmeci la “Corona”, massimo premio della Guida ViniBuoni d’Italia 2013. Per ERSE, il secondo Etna DOC della Tenuta di Fessina, incoraggianti i risultati alla prima uscita, l’annata 2008: la Guida Vini di Sicilia ha conferito le “cinque stelle” – rinnovate  nel 2012 per l’annata 2009 di Erse – e la Guida del Golosario l’ha inserito tra i Top Hundred.

Tenuta di Fessina si compone di più anime: oltre al vigneto alle pendici dell’Etna in Contrada Rovittello, possediamo un vigneto in Val di Noto, da cui siamo felici di poter vinificare Nero d’Avola al 100%, producendo ERO.

LAENEO il nostro Nerello Cappuccio in purezza, dai vigneti posti in Santa Maria di Licodia. Qui, a 1.000 mt. slm in Contrada Cavaliere, produciamo anche un Bianco ETNA DOC da Carricante monovitigno vinificato in botte grande, A’ PUDDARA, “Tre Bicchieri” del Gambero Rosso, “Eccellenza” dell’Espresso, “Grande vino” di Slow Wine sia nell’ edizione 2012 (per l’annata 2009 di A’ Puddara) che nelle edizioni 2013 e 2014 (rispettivamente, per le annate 2010 e 2011, l’ultima sul mercato) delle principali Guide ai vini d’Italia, oltre che vino a “Cinque Stelle” nella Guida ai vini di Sicilia 2013 del Giornale di Sicilia.

Disponibile da settembre 2013, il nuovo Bianco di Tenuta di Fessina, ERSE, Etna DOC Bianco, vinificato in acciaio e prodotto da un blend di Carricante (80%), Minnella e Catarratto, vitigni indigeni etnei coltivati ad alberello a mille metri di altitudine, a Milo e Santa Maria di Licodìa. Erse Bianco 2012 è stato selezionato da Luca Gardini, sommelier Campione del Mondo 2010, tra i cinquanta migliori vini italiani sotto i 15 euro (Best price, #popwine).

Sul mercato da aprile 2014, il secondo cru di Carricante di Fessina, proveniente dagli alberelli centenari di Milo: IL MUSMECI, Etna DOC Bianco Superiore. 

Tenuta di Fessina si è meritata il riconoscimento “Winery of the Year 2013″ dalla rivista Wine & Spirits. Di Wine & Spirits: “Ogni anno, i nostri panel di critici enogastronomici degustano alla cieca più di 12.000 vini. Per presentare i vini più interessanti ai nostri lettori, selezioniamo marche dal rendimento più costante e punteggi più alti. In qualità di una delle nostre cento Cantine TOP dell’anno, Tenuta di Fessina, con la propria gamma di vini eccezionali, diviene un grande ambasciatore della Sicilia”.

 Tenuta di Fessina has earned Winery of the Year honors from Wine & Spirits magazine for 2013. From Wine&Spirits: “Each year, our panels and critics blind taste more than 12,000 wines, to present the most compelling wines to our readers. We recognize brands with the most consistent performance and the highest scores as our Top 100 Wineries of the Year. Fessina’s range of exceptional wines makes it a great ambassador for Sicily”.

Raccolta recensioni Guide ai vini d’Italia:

Raccolta Guide ai vini d’Italia 2011 _ Tenuta di Fessina

Raccolta Guide ai vini 2012_Tenuta di Fessina

Raccolta Guide ai vini d’Italia 2013_Tenuta di Fessina

Raccolta Guide ai vini d’Italia 2014 _ Tenuta di Fessina

NAKONE, IGT SICILIA _ Chardonnay in purezza

Fuori produzione da dicembre 2013

I vigneti  si trovano a 600-700 metri di altitudine, esposti a nord-ovest, un suolo asciutto, calcareo e argilloso, come conviene a questo vitigno, per una maturazione lenta. In un luogo speciale,  all’ombra del tempio di Segesta.

Da questa unione sacra di natura e cultura è nato Nakone, una città che non è ancora stata trovata, un vino che ancora non c’era. Nakone, città mai trovata degli Elimi, ci ha ispirati nel dare il nome al nostro primo vino. Oggi le mode veloci rendono sorpassati i classici, fondamento vero della nostra cultura, in omaggio ad un concetto di nuovo-vecchio superficiale. Ed allora, controcorrente, a Segesta, su un suolo classico, vicino ad un tempio greco di incredibile bellezza, un vitigno che avvera grandi cose dove i luoghi glielo consentono. Per ritrovare la classe, fuori dal conformismo dei molti blablabla odierni.  Nakone è  l’interpretazione elegante e nuova di un vitigno possente e antico.

NAKONE 2010_ 17,5/20 Chardonnay bt. 16000 €11/13: Naso delicato e ricco di suggestioni floreali e agrumate; in bocca esprime freschezza, ritmo ed energia, con un finale di incisiva accelerazione sapida (Guida I vini d’Italia 2012 L’Epressso; inserito tra i  “Migliori acquisti della Sicilia” per il rapporto qualità/prezzo).

“Il Nakone 2010 (chardonnay; 16.000 nt; 12 €) è ben bilanciato” (Guida Slow Wine 2012).

“Ottimo anche il Nakone, chardonnay di grande freschezza ed equilibrio” (Sergio Bolzoni, Blog Avvinando).

“Tenuta di Fessina Nakone Chardonnay 2011. Affumicato, delicato, agrumato e deciso, bocca sapidissima, croccante. 83″ (Andrea Gori, Intravino).

“Curtaz found a vineyard on the northern aspect of Sicily in Segesta when he was consulting for a Piedmontese winery looking for a source for Chardonnay for its sparkling wine.  He notes that Chardonnay ripens late in this vineyard because of the limestone soil, the northern exposure and the proximity to the sea, which makes it, according to him, a “nervous wine and less Sicilian.”  Fessina’s Chardonnay, “Nakone” (IGT Sicilia), is still a work in progress, according to Curtaz, because he plans to let a small proportion of it go through malolactic fermentation and undergo barrel aging to soften the bracing acidity.  To my mind, the 2010 was show stopping so I anxiously await his “improvements.” (By Michael Apstein, WineReviewOnline.com)

scheda tecnica NAKONE

Foto bottiglia NAKONE

etichetta NAKONE

Nakone, IGT Sicilia.
This wine was created to express the history of the extraordinary land of Sicily, with it’s colors, landscapes and culture. Made from 100% Chardonnay manually harvested in August. It is an elegant, long living wine, with a good acidity. It doesn’t have the richness typical of Sicilian Chardonnay, but it has finesse and elegance, with notes of spring flowers and hints of fresh fruit. Pairs excellently with taglierini with asparagus, yellow pepper soup, warm sea salad and clam sauté.

Technical card NAKONE

ERO, DOC SICILIA Nero d’Avola

Evocazione del nero, essenza di un vitigno che arriva da lontano. Radici. Tempo passato del verbo essere. In prima persona, essere in quella terra, fare quel vino. Una sfida al presente reclamarne le radici. Oscuro. Eros che si nasconde. In etichetta, un serpente piumato.  Un soffio, e si svela un vino celato.  L’antico mito di Amore e Psiche alimenta la ricerca di un vino oscuro. Eppur amato incondizionatamente.

ERO è prodotto in Val di Noto da Nero d’Avola in purezza.

Tra i vins de soif, vini facili e gustosi da bere, scelti da Ernesto Gentili e Fabio Rizzari tra quelli degustati per la Guida ai vini de L’Espresso 2010, compare anche ERO: “da uve nero d’Avola, un rosso di intensa articolazione aromatica, con note di humus, fiori e ciliegie; molto armonico all’attacco al palato, suggerisce un senso di freschezza”.

(…) le nostre degustazioni segnalano che è tutta la gamma aziendale in forte crescita qualitativa, come nel caso del fruttato e piacevole Etna Rosso Erse ’09, dello speziato Laeneo ’09 (nerello cappuccio) e del vibrante Ero ’09 (da uve Nero d’Avola). Complimenti”. (Guida Vini d’Italia 2011, Gambero Rosso)

ERO 2009 è stato inserito tra i “grandi vini” di SLOW WINE 2011 STORIE DI VITA, VIGNE, VINI IN ITALIA, la nuova guida di Slow Food Editore. La menzione “Grandi Vini” indica le migliori bottiglie sotto il profilo organolettico.

In seguito alle degustazioni e selezioni delle commissioni della guida Vinibuoni d’Italia edita dal Touring Club, ERO 2009 ha ottenuto la Golden Star e concorre dunque alla nomination per la Corona, ovvero per il massimo riconoscimento che la guida attribuisce ai vini. Le “Golden Star” sono quei vini, che raggiunte le quattro stelle, hanno ottenuto la stella d’oro, che verrà riportata in guida, perché esprimono eleganza, finezza, equilibrio, qualità, precisa espressione del varietale e del territorio e hanno destato un’esaltante emozione.

“Se arrivo a contare fino a dieci le etichette di nero d’avola da me provate, forse esagero. E’ che onestamente, quel poco che ho assaggiato finora, non mi ha mai spinto ad approfondire il genere. Vini monolitici, cupi, a volte marmellatosi, densi, legnosi, senza anima. Diciamo pure che aver visitato la zona personalmente quest’estate, non ha aiutato: vi fareste tante domande anche voi, con 42 gradi all’ombra e una luce accecante, se vedeste dei vigneti intorno a voi. Territorio vocato, normalmente, ci fa venire in mente ben altri paesaggi: colline soleggiate e una brezza costante.
Poi un bel giorno incontro Federico Curtaz, che dopo avermi fatto assaggiare quel suo chardonnay così promettente, il mio amato Erse e quella grande espressione della denominazione Etna che è il Musmeci, apre una bottiglia di Ero, il suo nero d’avola. Pensavo: beh pure a Tenuta Fessina servirà un’etichetta commerciale come traino, anche loro avranno ceduto alle richieste del mercato. Poi l’assaggio, e capisco che mi sono sbagliata: Federico lo fa perché ci crede, e fa molto bene. Il suo Ero 2009 mi fa intuire che questo vitigno ha delle potenzialità che personalmente non immaginavo. Capace di tirar fuori svariate sfumature, un’aromaticità e un’intensità notevoli e una certa raffinatezza che proprio non pensavo mai potesse raggiungere. Nel bicchiere apre su una ciliegia fresca ma perfettamente matura, in attesa di essere staccata dall’albero a metà maggio. Poi vira su un frutto più scuro ma mai cupo, croccante, che raggiunge una speziatura delicata: un accenno di pepe rosso poi cannella e chiodi di garofano. Arriva ancora un tocco di brezza, un soffio azzurro: il sale marino. A tratti nebbioleggiante, ha una complessità olfattiva che certo non ci si aspetta da un vino in questa fascia di prezzo. Al palato si apre con decisione e si estende subito, è intenso, avvolgente. Ha un gusto fresco, torna la frutta, polposa, è leggermente minerale e sapido e ha una chiusura quasi ferrosa. Notevole l’intensità e la carica aromatica che gli donano un allungo inaspettato. Ecco il concetto di nero d’avola ridefinito, ecco l’Ero” (Tiziana Tunde Pecsvari, Great Minds Drink Alike, 09 02 2011)

“ERO 2010_16,5/20 Nero d’Avola  bt. 13000 € 11/13: Nitido il tratto floreale, limpido il carattere fruttato, con ricordi di prugne e gelsi; al palato coniuga slancio e contrasto; la pulizia è al servizio della dinamica gustativa” (Guida I vini d’Italia 2012 L’Espresso).

“Sempre molto buono l’Ero 2010 (nero d’avola; 10.000 bt; 12 €), dai profumi di cappero e gelso nero” (Guida Slow Wine 2012).

“Piacevolissima sempre, nella sua voluta semplicità, la nuova annata di Ero, il Nero d’Avola che l’azienda produce da vigne in Val di Noto, ancor violaceo e già fine ed elegante” (Guida ViniBuoni d’Italia 2012).

“Pregevole il Nero d’Avola  ERO 2010. Il pepe nero viene fuori da un sottofondo speziato unendosi a note di confettura e di prugna. La sua anima è fruttata e la struttura possente. Persiste a lungo e termina con gradevoli note di goudron” (Guida Vini di Sicilia 2012 del Giornale della Sicilia, a cura di Fabrizio Carrera e Gianni Giardina).

“Tenuta di Fessina, ERO 2010
Il Nero d’Avola è stato un fenomeno da wine bar per via di prodotti industriali marmellatosi, dolciastri ed infingardi. Alcuni vecchi produttori siciliani non hanno mai smesso di produrre quello buono. Poi sono arrivati gli “stranieri” – come la toscanissima Silvia Maestrelli in coppia con Federico Curtaz - che, dalle alte pendici dell’Etna, hanno contribuito alla rinascita dei vini siciliani lirici e poetici. Ero è un Nero d’Avola giocato tutto in levare con note floreali delicate ed un fruttato pulito, intenso e pieno di polpa. Prezzo €11” (Gazzetta Gastronomica, 30 12 2011, Filippo Bartolotta).

“(…) Il fattore comune che ho riscontrato in tutti i vini di Tenuta di Fessina è la grande bevibilità, vini freschi e veloci, pertanto se a voi piacciono i vini ‘Mastro Lindo’ tutti muscoli e poca agilità, girate alla larga…Ero è il nero d’Avola con le caratteristiche del vino quotidiano, un vino piacevolissimo, sgrassato, rapido in bocca, di grande freschezza e buona acidità, carezza il palato dolcemente, è scattante e sapido. Dal colore rosso quasi trasparente, profuma di more, prugne e ciliegie stramature, lievi gli accenni speziati” (Blog Saporideisassi, 10 01 2013, “Ero 2010, il Nero d’Avola che vorrei” di  Giuseppe Carlucci).

Contenitori di fermentazione: acciaio inox a temperatura controllata; bottiglie prodotte: 10.000

scheda tecnica ERO

Foto bottiglia ERO

Etichetta ERO

Ero, DOC Sicilia Nero d’Avola

 The name “Ero” means “I was” in Italian and echoes the color “nero” (black) of the varietal Nero d’Avola. The name of this wine reflects its complexity and mysteriousness. The grapes are gathered by hand in September and fermented in stainless steel for eight to 10 days. The wine sees no contact with oak, and is aged just three months in bottle. Deep purplish red with a bouquet filled with aromas of morello cherries and blackberries. Soft on the palate, with good acidity, balanced tannins and rich and complex flavors, and a persistent finish. Pairs excellently with broccoli and Italian sausage soup and pasta with tomato sauce and ricotta cheese.

“Tenuta di Fessina, ERO Nero d’Avola, Sicily, Italy, 2010. Morello cherry aromas and a palate of great purity – lifted fruit, almost Pinot Noir in style. Lovely wine, elegant and intellectual whit a good future. Price £ 16.49 Huntsworth Wines. Drink 2013-2015. Alc. 13%” (DECANTER.COM “50 must-try wines under £20″).

“(…) They also produce a stylish Nero d’Avola, “Ero” (IGT Sicilia), which Curtaz describes as Sicily’s Barbera because of its high acidity and low tannins, from a property in Noto in the southeast corner of the island” (By Michael Apstein, WineReviewOnline.com).  

“Tenuta di Fessina 2010 Ero Rosso Nero d’Avola Sicily ($25) 91.  Medium dark ruby. This Nero d’Avola displays a lovely nose of dark red plum with a hint of spicy balsamic. It reveals typical red fruit characteristics for this variety, but is a very juicy wine, packed with fresh flavor and sweet tannins” (The International Wine Review. The winees of Sicily – June/July 2013 _ i-winereviewed.com).

2012, Sicilia IGT, Ero_Rotwein, Sizilien, Tenuta di Fessina Società Agricola a r.l. _ Leicht säuerliche, etwas oxidative Kirsch- und Beerennase. Eine Spur marmeladige Frucht im Mund, mittelfeines Tannin, geradlinige Art, etwas Nachhaltigkeit, eine Spur antrocknend am Gaumen, nussige Beitöne, ordentlicher Abgang mit Kirschund Kräuternoten. _ Bis 2015+._ #TdF213208, 0.75l, 13%, Nero d’Avola, Stahl_83 / 100″ (25.06.2013, Wein-Plus.eu)

 

Technical card ERO


ERSE, ETNA DOC _ Nerello Mascalese, Nerello Cappuccio

Erse, il richiamo del sorgere del sole e della rugiada all’alba.  L’azzurro delle gocce della rugiada. L’azzurro del cielo dell’Etna.

Erse è prodotto in Contrada Moscamento, a Rovittello, da Nerello Mascalese e Nerello Cappuccio.

ERSE, annata 2008, è stato inserito tra i Top Hundred 2009, tra i migliori cento vini d’Italia degustati da Paolo Massobrio e Marco Gatti per Il Golosario 2010, oltre ad aver meritato le “Cinque stelle” della Guida Vini di Sicilia 2010 de Il Giornale della Sicilia, a cura di Fabrizio Carrera e Gianni Giardina: “Il Doc Etna Erse ’08, da uve Nerello Mascalese e Nerello Cappuccio, ci è piaciuto per la sua freschezza: profumi floreali, viola, geranio e pepe nero, in bocca piacevolissimo con una lunghissima coda fruttata. Eleganza pura”.

“(…) Il rosso Erse esprime la fragrante immediatezza di un nerello d’annata: in bottiglia a giugno, in commercio già nell’ottobre successivo alla vendemmia, è un vino che Curtaz ama definire “del mattino”, cioè capace di comunicare tutta la freschezza di un vigneto esposto a est, e perciò al riparo dalla calura del pomeriggio (l’utilizzo a colazione resta tuttavia sconsigliato)”. (Giampaolo Gravina, Enogea n. 32, “Tutto Etna. Speciale ultima frontiera”).

Etna Rosso Erse 2009: “Delicati profumi di ciliegie, bocca pure molto succosa, fresca invitante, e finale  bello tonico: nonostante la semplicità dell’impianto, ha l’allungo dei nerelli di più immediata godibilità” (Guida Vini d’Italia 2011, L’Espresso).

“Etna Rosso ERSE 2008.  Nerello Mascalese 100% – 14 ° – 28 € – Rubino con tendenza al granato. Catrame e fico secco con rimandi di ferro, ruggine e prugna, ci conducono verso una bocca fresca e sapida, con progressione adeguata e tannino perfettamente integrato” (BIBENDA n. 35, Daniela Scrobogna).

“Su livelli inaspettati l’Etna Rosso Erse 2010 (20.000 bt; 14 €) che si fa amare perché è un’ottima introduzione a un territorio complesso come quello etneo” (Guida Slow Wine 2012).

“Cinque stelle ad ERSE 2010 di Tenuta di Fessina. Due grandi apppassionati del vino salgono insieme sul gradino più alto conquistando le cinque stelle. Grazie al DOC ETNA ERSE 2010. Parliamo di Silvia Maestrelli e Federico Curtaz. Entrambi hanno portato in Sicilia un modo diverso e appassionato di pensare alla viticoltura. Entrambi si sono ritrovati a condividere lo stesso approccio. Il progetto Tenuta di Fessina nasce dalla scelta di territori con le potenzialità enologiche migliori: l’Etna e la Val di Noto. Per loro fare vino significa assecondare millenni di storia, esaltare la forza e l’unicità di queste vigne, con le pratiche più naturali e meno invasive, e lo fanno sposando l’agricoltura biologica. Lei è una donna del Chianti alla guida, insieme alla mamma e alla sorella, di Villa Petriolo. Lui è agronomo/enologo valdostano e di adozione piemontese. Non sono solo produttori, prima di tutto sono narratori. Il vino è un patrimonio che tramandano e condividono attraverso il loro wine blog Cuntu.it. Proviene da Contrada Rovittello dalle pendici dell’Etna ed è un blend di Nerello Mascalese e Nerello Cappuccio: l’Erse conquista alla vista. Ha un colore rosso intenso rubino. Un vino fresco, profumatissimo. La finezza è accattivante. Un crescendo di note armoniche. Evoluzione dalla ciliegia, al lampone ai frutti di bosco. Al palato riconferma le sensazioni olfattive. Corposo e setoso, appaga il gusto” (Guida Vini di Sicilia 2012 del Giornale della Sicilia, a cura di Fabrizio Carrera e Gianni Giardina).

Tenuta di Fessina, $ 38, **_Erse Etna Rosso 2008: Decisamente colorato e tannico, con ricordi di frutta nera, di erbe e di quercia_Winebow / Selezioni Leonardo Locascio (NY Times, 26 02 2012, Eric Asimov)

“Quando si dice un vino elegante: Erse di Tenuta di Fèssina. Sempre Etna rosso” (Blog Avvinando, gli assaggi di Sergio Bolzoni a Sicilia en primeur 2012).

“Mi piace anche l’Erse Etna Rosso, dal naso di marasca, liquirizia nera e rossa, semi di finocchio e cumino, accompagnati da lampi di luce e sedimenti” (Tom Hyland, Sommelier Journal).

Erse 2010 Fessina.  Lampone e ribes rosso, acchiappa subito e convince, bello anche in bocca, sapido e fruttato. 84” (Andrea Gori, Intravino).

Erse“, un blend di Nerello Mascalese (80%), Nerello Cappuccio, Carricante, Minnella e altri vitigni autoctoni. è figlio di questa nuova avventura. Nel calice si presenta di un bel rosso rubino appena scarico, trasparente. Elegante e di discreta progressione aromatica il bouquet: intenso, nitido nelle gentili note floreali di violetta e geranio parzialmente essicati, e in quelle orientaleggianti, speziate, di pepe nero, noce moscata, macis miste a sentori vegetali di erbe officinali, nepitella, finocchio selvatico, origano fresco. Intrigante la spiccata vena di mineralità scura che lo attraversa, e che ricorda pietra focaia e pomice. Lievi sfumature eteree richiamano la colla vinilica e lo smalto fresco, e si fondono con una nuance iodata, che precorre il salmastro. Il sorso è fresco, beverino, di struttura agile e asciutta, sorretto da una bella spalla acida che bilancia la componente calda, alcolica. Tannini vitali e di notevole qualità. Gentile ed austero al contempo, rispondente all’olfatto, chiude con un finale di bocca piacevolmente amaricante, e una nota retronasale fine e persistente, sapida e speziata, di grande naturalezza. Meno complesso de “Il Musmeci“, il primo vino dell’azienda, “Erse” si propone come buon vino quotidiano, di beva piacevolissima, in enoteca sui 20 euro. Vino da tutto pasto, va servito intorno ai 16 gradi in calici a tulipano di media ampiezza che valorizzino il bouquet aromatico, magari abbinandolo ai piatti della tradizione etnea: paste con funghi o pistacchi, spaghetti ca Muddica (aromatico trito di alici marinate, pangrattato e spezie), carni grigliate, salumi di Nero dei Nebrodi e formaggi stagionati” (Piergiorgio Paglia, settembre 2012, “Vie del Gusto. Sapori in movimento”).

“TENUTA DI Fessina Erse Etna Rosso 2009-92 punti. Questo blend di Nerello Mascalese (80%) e Nerello Cappuccio, prodotto da un vigneto piantato nel 1920, è fermentato e affinato in acciaio inox, anche se i tannini sono abbastanza potenti per sostenere la ricchezza che un invecchiamento in rovere potrebbe apportare al vino. I sapori profondi di lampone sono morbidi,  la succosità è mantenuta da una piacevole acidità. Un’espressione raffinata dell’Etna, un vino godibile anche adesso se decantato” (Wine&Spirits, giugno 2013, “Year’s Best Southern Italy”).  

“Decollato in tempi recenti, il progetto siciliano di Silvia Maestrelli (sua l’azienda toscana Villa Petriolo) e Federico Curtaz ha portato con lungimiranza sull’Etna, dove l’azienda si è rapidamente attestata su standard qualitativi di costante eccellenza. Il quartier generale è in Contrada Rovittello, nel versante nord del vulcano, con un apprezzabile nucleo di vecchie vigne ad alberello e un affascinante palmento per la vinificazione, al centro di un intelligente restauro conservativo. Ma può contare anche su uve di Carricante provenienti dal versante sud (Santa Maria di Licodìa) per alimentare uno dei bianchi più riusciti dell’intera denominazione. ETNA ROSSO ERSE 2011_ 16.5/20 BT 12000 €14/17_profumi di erbe e umori del sottobosco, il timbro sapido garantisce un’apprezzabile versatilità in chiave gastronomica” (Guida ai vini d’Italia 2014 edita dall’Espresso)

“Per quanto riguarda i rossi, Silvia Maestrelli e Federico Curtaz trovano le migliori condizioni sul versante nord, circa sette ettari a Rovittello frazione di Castiglione di Sicilia, con un delizioso borghetto dove si trovano case e cantina.
Della produzione abbiamo assaggiato il DOC Etna Rosso ERSE 2011, un Nerello Mascalese (80%) e Nerello Cappuccio giocato in finezza. Il colore è rubino chiaro, trasparente. Profumi floreali e frutta, rosa e ciliegia, ghiande ed erbe. In bocca è delicato, bilanciamento assoluto tra morbidezza e acidità” (Guida Vini di Sicilia 2014, Giornale di Sicilia)

“(…) Non possiamo andarcene senza scoprire il lato rosso del vulcano, cominciando dall’Erse Rosso 2012, da uve Nerello Mascalese (80%) e Nerello Cappuccio, dalla contrada Moscamento (Rovittello). Immediato su profumi di frutti rossi e neri croccanti, minerale grafitico, ciliegia sciroppata, cannella e un fresco eco balsamico. Sorso agile ma pieno, fresco, di tannino fine, con buoni ricordi fruttati e buona sapidità. Altro ottimo vino “base”, che vede solo passaggi in acciaio, valorizzando i caratteri del varietale e del terroir” (Di Matteo Carlucci, Il TaccuVino, appunti di enogastronomia, “Tenuta di Fessina, conoscere un’azienda al Vinitaly”, aprile 2014).

“Sgombro marinato, piselli, formaggio di capra, rapanelli di Andrea Aprea del Vun (Milano) con Tenuta di Fessina Erse Etna Rosso doc 2012: l’abbinamento è così particolare che abbiamo chiesto informazioni direttamente a Paolo Trimani. ‘L’etna – ci racconta – è forse il più bianco dei vini rossi, leggero e non molto alcolico. Lo sgombro è invece un pesce che potrebbe somigliare a carne. Questo abbinamento è giocato quindi sull’incontro di due ingredienti di passaggio’. Intrigante” (INTRAVINO, Vino: cinque abbinamenti perfetti a TASTE OF MILANO, 11 maggio 2014).

Contenitori di fermentazione: acciaio inox a temperatura controllata; bottiglie prodotte: 25.000

scheda tecnica ERSE

Foto bottiglia ERSE

Etichetta ERSE 

Erse, DOC Etna.
Erse is the name of the goddess of the dew; goddess of the call of the sunrise and the dew on the vines and grapes at dawn. Made from 80% Nerello Mascalese and 20% Nerello Cappuccio harvested in October. The wine is fermented in stainless steel for eight to 10 days, macerated for two to three days with two to three pumpovers daily. Erse is a delicate, textured red which reveals gorgeous inner perfume and a silky core of fruit in a medium-bodied style. A very elegant and feminine wine. Pair this wine with sautéed meat and spinach or fish with spicy tomato sauce.

“TENUTA DI FESSINA Erse Etna Rosso 2010 – 92 points. The 2010 Etna Rosso Erse emerges from the glass with sweet red cherries, crushed flowers, spices and mint, all in a medium-bodied style that is hugely appealing. Firm yet harmonious tannins frame the vibrant finish. The Erse is that rare wine that manages to be intense yet not at all heavy. In that sense it captures many of the elements that make the wines of the Etna so compelling. The 2010 is 80% Nerello Mascalese and 20% Nerello Cappuccio, aged in stainless steel” (The Wine Advocate #205, February 28, 2013)

“TENUTA DI FESSINA Erse Etna Rosso 2009 – 92 points.  This blend nerello mascalese (80 percent) and nerello cappuccio from a vineyard planted in 1920. It’s fermented and aged in stainless steel, though the tannins are powerful enough to create the richness oak aging might bring to the wine. The deep raspberry flavors feel supple, their juiciness held tight by mouthwatering acidity. A refined expression of Etna, approachable now if decanted”  (Wine & Spirits, June 2013,  Reviewed in “Year’s Best Southern Italy”)

In “The Essence of Etna” Anthony Giglio writes about how wines from the hillside of Sicily’s Mount Etna reflect the unique, volcanic terroir. SILVIA MAESTRELLI, owner of TENUTA DI FESSINA, spoke with Giglio about her relationship with the volcano: “Visiting Etna helps you understand just how small Man is,” she says. “[Etna is] outlandish in its landscape: in the fire around Randazzo, at the foot of the frightening volcano, and the raining fire and boiling lava; and outlandish in the ability of the people of Etna to live so closely within such an apparently hostile and difficult environment, without feeling the need to dominate it.” Instead, she explains, they, “participate in the life of the volcano, with respect and empathy, and trust in the inexhaustible resources of this truly extraordinary environment.” Included in Giglio’s recommendations: TENUTA DI FESSINA Erse Etna Rosso 2010. “Here’s a perfect example of the paradox of Etna Rosso wines: its ruby color and bright berry and minty aromas would lead you to believe that it’s a simple crowd pleaser, but in the mouth it reveals complex black fruit flavors of plums and raisins, with grippy tannins, leading to a balanced, mouthwatering finish.” (La Cucina Italiana, July/August 2013, by Anthony Giglio)

Tenuta di Fessina _Property of Federico Curtaz, one time agronomist for Angelo Gaja, and an old friend of Marco de Grazia, who suggested he buy this property in Rovittello, which is cooler than Randazzo to the west, and thus produces a quite different, more floral and less weighty style of Etna Rosso that is refined and elegant.
Importer: A Leonardo Lo Cascio Selection, Winebow, Montvale, NJ. _
Tenuta di Fessina 2011 Etna Rosso Erse Sicily ($35) 91. Medium ruby-garnet color. Pretty, subtle black fruit, mineral-tar and floral spicy aromas showcase pure Nerello Mascalese character. Elegant, and firm at once, the wine shows a solid moderately intense core of fruit. A very good base level Etna Rosso, it has good acidity and finishes clean with firm tannins. Overall, very pleasant” (The International Wine Review. The winees of Sicily – June/July 2013 _ i-winereviewed.com)

Tenuta di Fessina has earned Winery of the Year honors from Wine & Spirits magazine for 2013. From Wine&Spirits: “Each year, our panels and critics blind taste more than 12,000 wines, to present the most compelling wines to our readers. We recognize brands with the most consistent performance and the highest scores as our Top 100 Wineries of the Year. Fessina’s range of exceptional wines makes it a great ambassador for Sicily”.

“GET STARTEDFor lovers of wine, there are few things as exciting  as stocking up at home but that can be  intimidating for beginners. Don’t  hesitate to dive right in, tough, and pick up a case at your local wine merchant. Here’s  how we  break down  our Italian started case. You can make your own substitutions and build on these categories: 1 RED  AND 1 WHITE REASONABLY PRICED WINE  THAT WILL IMPRESS YOUR FRIENDS. HAWE  TWO BOTTLES EACH FROM  THE SAME PRODUCER FOR LARGER GATHERINGS. Tenuta di Fessina, ERSE, Etna Rosso, Sicily, 2010: Red wines from Etna Rosso are deceptively light for the bold and delicious flavors of fruit and mineral they pack, 23$” (La Cucina Italiana, Oct. 2013)

La Cucina Italiana, November 2013. In “Stock Tips,” Jennifer Simonetti-Bryan, MW, suggests great wines to buy when starting your own Italian collection at home, including: TENUTA DI FESSINA Erse Etna Rosso 2010 – Reasonable Priced Red Wine_ “Red wines from Etna Rosso are deceptively light for the bold and delicious flavors of fruit and mineral they pack.”

International Wine Cellar, March/April 2014_ In “The Wines of Southern Italy,” Ian D’Agata reviews wines from southern Italy, which he calls, “an increasingly interesting place for wine lovers to visit, virtually or in person,” and despite some considerations, “there’s lots to cheer in southern Italian wines today. Simply put, beginning with the 21st century, things have never been better.” Included in D’Agata’s reviews: Tenuta di Fessina Erse Etna Rosso 2011 – 91 points “Bright medium red. Perfumed aromas of flinty raspberry, red plum, violet and licorice, plus a hint of smoke. Not especially fleshy but displays lovely inner-mouth perfume and energy, with captivatingly fresh red berry and cherry flavors. This very young, pure, unoaked wine relies more on its acidity than on its tannins for structure but has mesmerizing balance. Drink it slightly chilled; with its aromatic complexity, this will pair well with many spicy dishes. A knockout!”

Technical card ERSE


IL MUSMECI, ETNA DOC ROSSO RISERVA _ Cru di Nerello Mascalese

Il nostro cru di Nerello Mascalese è dedicato alla famiglia Musmeci. In particolar modo, al signor Musmeci, colui che per molti anni ha conservato “I’ Vigne di Fessina” con così tanto amore da permetterci di lavorare oggi viti di oltre ottant’ anni.  E’ la storia di questa terra straordinaria, con i suoi paesaggi, i suoi colori, la sua civiltà, che si intreccia al destino delle persone.  E a quello del vino che ne nasce.

IL MUSMECI è prodotto in Contrada Moscamento a Rovittello (Castiglione di Sicilia).

Contenitori di fermentazione: acciaio inox a temperatura controllata; affinamento: 15 mesi parte in legno (botte grande da hl 36 e tonneaux) e parte in acciaio; bottiglie prodotte:  10.000.

> Estratto rassegna stampa IL MUSMECI <

Questo il giudizio riservato dalla Guida Vini d’Italia del Gambero Rosso 2010 a Il Musmeci, insignito della menzione Tre Bicchieri Verdi, vini d’eccellenza  che si distinguono in quanto prodotti con particolare attenzione all’ambiente: “Alla sua prima uscita conquista con autorevolezza i Tre Bicchieri l’Etna doc Musmeci ’07, una magnifica unione di nerello mascalese e nerello cappuccio delle vigne più vecchie, quelle poste all’altitudine più elevata, che ha incantato la commissione di degustazione con la sua grande classe, le nitide e mature note fruttate, la spiccata mineralità e l’incomparabile vitalità”.

Anche l’Eccellenza della Guida ai vini de L’Espresso 2010 per l’Etna DOC il Musmeci 2007: “(…) piccolo Barolo dell’Etna. Fresco, nitido e invitante il carattere floreale dei profumi, al palato esprime dolcezza e tensione sapida, tannini molto fini, finale di grande naturalezza e slancio gustativo”.

“Il Musmeci somiglia invece piuttosto a un Barolo dell’Etna, tutto “nordico” nel carattere, di austera profondità tannica, che dopo un anno di affinamento in bottiglia riesce a coniugare il profilo floreale con uno sviluppo al palato di notevole articolazione, per chiudere con un finale di bocca contrastato e rinfrescante, di sorprendente sapidità e lunghezza. E se l’esordio era già promettente, questo 2008 va salutato come uno dei migliori rossi etnei di sempre”. (Giampaolo Gravina, Enogea n. 32, “Tutto Etna. Speciale ultima frontiera”)

Per l’ “Eccellenza” 2011 della Guida Vini d’Italia de L’Espresso all’annata 2008 dell’ ETNA DOC Il Musmeci: Un po’ reticente ai profumi, bocca di attacco fresco e preciso, centro tannico e compatto, la parte migliore è però il finale, che coniuga note minerali e iodate molto intense e comunica un’energia trascinante”.

“Sfiora i tre Bicchieri l’Etna Rosso ’08 Il Musmeci, felice uniore di nerello mascalese e cappuccio da vigne centenarie che conferma appieno la sua grande classe. Lo caratterizzano note articolate e nitide di ciliegia, ribes nero, spezie dolci, rosa appassita e grafite. In bocca è esuberante, di bella acidità, dotato di tannini gentili ed eleganti, molto persistente”. (Guida Vini d’Italia 2011, Gambero Rosso)

Etna Rosso Il Musmeci 2007.  Nerello mascalese 100% – 14 ° – 40 € – Granato scuro. Infinita sequenza di  sensazioni che aprono con note di chinotto, rabarbaro, ruggine, per poi modularsi con prugna matura ed erbe officinali.  Gusto raffinato e affascinate che fonde una preziosa freschezza a sapida mineralità e a levigato tannino” (BIBENDA n. 35, Daniela Scrobogna).

“L’ Etna che conquista. Silvia Maestrelli, produttrice di vino in Toscana, suo marito Roberto e Federico Curtaz nel 2007 acquistarono la Tenuta di Fessina, in Contrada Rovittello. Vecchie viti e un terroir magico: fu amore a prima vista e l’ inizio di una produzione di vini di grande fascino, come Il Musmeci 2007, dedicato alla famiglia che curò per anni i vigneti di Nerello Mascalese. Rubino scarico e profumi estasianti: visciola, grafite, viola, rosa, pepe nero, melograno e legna arsa di nebbiolesca fattura. La bocca stupisce per verve acida, si distende snella e fresca, accompagnata da un tannino minuto ma deciso. Cotolette d’ agnello fritte per una sinfonia di gusto” (“La Repubblica”, 23 marzo 2011, “L’Etna che conquista è color rubino” di Alessio Pietrobattista).

“Sulla strada principale di Rovittello, l’azienda consiste in una vecchia villa padronale circondata dalle eruzioni laviche che la dicono lunga sui terreni vitati, neri o comunque scuri, ricchi di scheletro e ricoperti da vecchi alberelli. I proprietari sono gli stessi di Villa Petriolo in Toscana, e, insieme all’agronomo Federico Curtaz, hanno acquistato nel 2007, producendo da subito vini che hanno catturato l’attenzione generale. Noi premiamo Il Musmeci quest’anno, piuttosto robusto e austero, con belle note di macchia e di ciliegia rossa, ma è molto buono l’Erse, nato da vigne più giovani. Seguiremo negli anni questa nuova realtà contando su miglioramenti continui” (Guida ai migliori vini d’Italia 2012 _ D’Agata&Comparini – Il Musmeci 2008 Tenuta di Fessina).

Tenuta di Fessina, $ 70, ** ½_Etna Rosso Il Musmeci 2008: Equilibrato e invitante, con una vivace e persistente nota di frutta e sapori della terra, evidenziati da un tocco di quercia. _Winebow / Selezioni Leonardo LoCascio, New York (NY Times, 26 02 2012, Eric Asimov)

“Una vera star Il Musmeci di Tenuta di Fèssina, nerello mascalese in purezza, quando si dice un vino elegante… ecco è anche questo” (Blog Avvinando, gli assaggi di Sergio Bolzoni a Sicilia en primeur 2012)

“Il Musmeci 2008 Doc Etna Tenuta di Fessina (Ct). Silvia Maestrelli e Federico Curtaz firmano un vino elegante e di personalità. Al naso trionfo di note di rosa, ciliegia ed amarena, vaniglia, tabacco scuro, spunti mentolati. Bocca decisa con tannini fitti, fresca e minerale” (Giornale Vinocibo.com di Luigi Salvo, Sicilia en Primeur 2012: biodiversità viticola e valorizzazione del territorio. Ecco gli undici vini che ci sono piaciuti di più).

“Il Musmeci 2008. Sottilmente floreale e appena terroso, tabacco e bergamotto, amarena, bocca intensa e balsamica. 90″ (Andrea Gori, Intravino)

“(…) Ci sono poi l’industriale del Nord Roberto Silva con la moglie toscana Silvia Maestrelli e l’esperto wine maker valdostano Federico Curtaz della Tenuta di Fessina che si sono letteralmente innamorati della “muntagna” investendo energie, passione e voglia di stupire sfornando una serie di etichette eccellenti (due per tutte: Il Musmeci  e l’Erse, gli Etna Rosso Doc)” (Mauro Maccario, settembre 2012, Enopress,  “Vignaioli dell’Etna  a Roma. Lo stile del Vulcano nel bicchiere”).

All’annata 2009 del cru di Nerello Mascalese di Tenuta di Fessina Il Musmeci è stata conferita la “Corona”, massimo riconoscimento della Guida ViniBuoni d’Italia 2013, edita dal Touring.

“(…) Notevole prestazione per Il Musmeci ’09, da nerello mascalese e cappuccio, dai bei toni minerali e di resina” (Guida Vini d’Italia 2013 Gambero Rosso_ Il Musmeci 2009 in finale dei Tre Bicchieri)

Il Musmeci 2008, Etna DOC Rosso Tenuta di Fessina. Cru aziendale prodotto da una selezione di uve nei migliori vigneti di Fessina. Rubino con unghia violacea, ha belle note di frutta matura (ciliegia, ribes nero) e spezie dolci (vaniglia, tabacco, pepe). In bocca è fresco, intenso, di bella acidità, tannini fini ed eleganti, piacevole e persistente. Con formaggi erborinati, carne alla brace, stinco di maiale al forno. Nota di merito per il sito dell’azienda, un vero wine blog corredato di video, informazioni e commenti sempre aggiornati. Regiore: Sicilia_ Uve: Nerello Mascalese_ Alcol: 14%_ Prezzo: 20 € (+IVA)_ Formati: 0,75 e 1,5 l.” (RISTORANTI, novembre 2012)

“TENUTA DI Fessina Il Musmeci Etna Rosso 2009-93 + punti.  Amabili ciliegie rosse, fiori e menta sono tutti tessuti insieme nell’annata 2009 dell’Etna Rosso Il Musmeci. Il Musmeci è uno dei vini più eleganti, accurati e completi degustati dall’Etna quest’anno. Possiede  purezza e nitidezza mozzafiato, con un equilibrio eccezionale e alcun eccesso di sorta. Il 2009 sarà un vino affascinante da seguire nel prossimo decennio. Il Musmeci è prodotto con  95% di Nerello Mascalese e 5 % di Nerello Cappuccio. Ha trascorso 15 mesi in botte e tonneaux” (The Wine Advocate, 28 012 2013)

“Da antichi e bellissimi alberelli è prodotto il Musmeci ’08 di Tenuta di Fessina, il millesimo consente oggi d’apprezzare sfaccettature cesellate, naso di rosa canina, ribes, erbe aromatiche fresche, spezie, ottima la fusione con il legno. In bocca precisi i ritrovi olfattivi, il tessuto tannico occupa la bocca mirabilmente, la scia frutto sapida domina il lungo finale” (Luigi Salvo, 25 04 2013, Ilgiornalevinocibo.com).

“TENUTA DI Fessina Il Musmeci Etna Rosso 2008-94 punti. Prende il nome dalla famiglia Musmeci, che ha coltivato la tenuta di Contrada Rovittello, conservando vigneti che risalgono al 1920; si tratta di una selezione tratta dalle viti più antiche di quel sito, a 700 metri slm. Impressionante per la precisione dei suoi tannini, l’appetitosa freschezza della sua acidità, Il Musmeci è un concentrato e potente vino in cui è accentuata l’eleganza. Il profumo di catrame  si chiarisce nel dettaglio terroso, perdendosi in una fresca ed intensa armonia” (Wine&Spirits, giugno 2013, “Year’s Best Southern Italy”)

“(…) La Tenuta di Fessina, circa 7 ettari, si trova nella piccola frazione di Rovitello, nel comune di Castiglione di Sicilia. I vigneti sono a 670 metri s.l.m., piantati ad alberello, 8000 piante per ettaro che sono lì – almeno la parte più antica – dal 1920, sculture del tempo, contorte e avvitate da decenni, abbracciate da colate laviche, arse dal sole e dalla neve d’inverno. Quei vigneti quasi centenari, su terreni sabbiosi ricchi di scheletro e cenere vulcanica, li ha curati il signor Musmeci, vecchio come loro, ex padrone delle vigne che ha permesso ai nuovi proprietari di beneficiare di un tale antico patrimonio. E così, in onore di chi quelle vigne le ha cresciute nei decenni, l’Etna Rosso di punta dell’azienda – esiste anche il fratello minore Erse, da vigneti più giovani – si chiama proprio così, Musmeci. Ed è un gran signore anche lui, dal corpo esile ed elegante, dallo sguardo/profumo austero, dal sorriso/gusto delicato e impalpabile. Una sottile grazia, celata dietro la timidezza olfattiva, è il fil rouge di questa mini-verticale ch e vede sfilare le quattro annate del Musmeci, dall’ultima – in anteprima –, alla prima, la 2007.  Annata 2010. 89 punti. Il colore è un rosso granato lieve. Fa sia legno grande che tonneaux. Ha buona concentrazione e un naso confettoso che si apre su note floreali di viola, piccoli frutti rossi, amarena e una stuzzicante speziatura di noce moscata. In bocca è ricco, il tannino abbondante, ancora giovanissimo e percorso da una verticalità acida imponente che si chiude su una lunga ma soffusa persistenza di frutta, fiori e spezie. 35 Euro. Annata 2009. 88 punti.  Fa solo legno grande e il colore è più scarico del precedente, il naso molto floreale, meno complesso ma intrigante. Leggermente diluito in bocca ma sempre di grande acidità con un tannino ancora un po’ acerbo. Leggero. 35 Euro. Annata 2008. 91 punti. Frutto di un’annata più facile della 2009, è subito più estroverso e chiacchierino. Sbuffi di tabacco, spezie, nuance vegetali e balsamiche, una mineralità cinerea che sottolinea l’appartenenza alla “montagna di fuoco”. Grande progressione in bocca, preciso equilibrio tra un tannino di grande finezza e la spalla acido-sapida. Lungo e persistente con ritorni di spezie e balsamico. Leggiadro. 35 Euro.  Annata 2007. 90 punti.  È la prima annata prodotta. Si apre su un bel floreale passito di viola, fruttato che si spinge fino alla banana matura, mineralità vulcanica, spezie ed erbe mediche, grafite e una quasi impalpabile nota affumicata. In bocca il tannino è dolce e cesellato, il finale lungo e sapido con ritorni speziati di rabarbaro o note minerali. 35 Euro” (Doctor Wine, 27 giugno 2013, “Il Musmeci: in verticale sull’Etna” di Livia Belardelli).

“I rossi dell’Etna: intensi ed eleganti, sono una delle eccellenze siciliane. Eccone quattro etichette dalle diverse personalità, ma identica qualità (…). Finita la stagione dei bianchi e dei rosati, in ottobre entrano in scena i vini rossi, molto più adatti alla cucina autunnale purché non siano troppo imponenti: questa è epoca di funghi. Particolarmente adatti si dimostrano perciò, anche se può risultare sorprendente, i Rossi dell’Etna, balzati in questi ultimi tempi alla ribalta  per la loro intensità che non soffoca la fragranza, e per l’elegante raffinatezza degli aromi coniugata a una bevibilità  che spinge a vuotare il bicchiere. I vini che nascono in Sicilia alle pendici del vulcano non sono mediterranei come nel resto dell’isola: hanno spesso caratteristiche quasi nordiche, addirittura da regione alpina. L’Etna ROSSO si fa con due varietà d’uva, il Nerello Mascalese e il Nerello Cappuccio, selezionate nel territorio etneo e per molto tempo coltivate esclusivamente lì. Ma mentre il Cappuccio ha rischiato addirittura l’estinzione, il Mascalese è stato adottato in tutta l’isola. Deve questo successo alla vigoria produttiva, che può anche diventare un difetto: quando spinge a produrre troppa uva, dà vini di mediocre qualità.  E’ un pericolo che i Rossi dell’Etna non corrono: non solo per le limitazioni imposte dall’ambiente, ma perché gli stessi viticoltori sono convinti che ‘cu puta strittu campa riccu’, chi pota corto (e produce poca uva) vive da ricco.   E’ da questa convinzione che nasce  (…)  IL MUSMECI di Silvia Maestrelli e Federico Curtaz, lei vignaiola toscana, lui winemaker valdostano (…).  Per la legge sono tutt’e quattro Etna Rosso DOC, floreali e speziati, da abbinare a tagliata di bue, pollame nobile, maiale al latte, coniglio al vino bianco, agnello al forno. Ma ognuno ha la sua personalità, marchiata dalla lava sulla quale è cresciuto” (Cesare Pillon, GENTLEMEN, ottobre 2013).

“Federico Curtaz e Silvia Maestrelli. TENUTA DI FESSINA.  Ha ritrovato un po’ del suo Piemonte alle pendici dell’Etna, Federico Curtaz. Dopo aver lavorato come agrotecnico anche per Gaja, è diventato l’enologo di VILLA PETRIOLO, l’azienda di Silvia Maestrelli. Con lei e con l’imprenditore milanese Roberto Silva, marito di Silvia, ha fondato nel 2007 la Tenuta di Fessina. ‘La mia esperienza più profonda’, la descrive lui. ‘L’Etna è stato una folgorazione. Qui mi sento a casa’. 7 ettari di Nerello Mascalese con viti di oltre 80 anni, tra due antiche sciare disposte a semicerchio, con i segni di lava antica. Scrive Silvia: ‘ Guardo all’Etna come una figlia guarda a sua madre, che genera come un poeta’. L’ETICHETTA. Etna Rosso DOC IL MUSMECI.  Prima annata sul mercato la 2007 e immediatamente è stato un successo di pubblico e critica. Il Musmeci è un cru di circa 7 ettari posto ai piedi dell’Etna che custodisce vigne di oltre 80 anni di Nerello Mascalese e Nerello Cappuccio (minoritario nel blend). Molto elegante e quasi nordico, con note floreali ben in evidenza, al palato ha trama tannica dalla grana raffinata. Matura per venti mesi in botti grandi. Prezzo in enoteca: 35 euro.  ALTRI VINI CONSIGLIATI. Etna DOC Bianco A’ PUDDARA; IGT Nero d’Avola ERO” (Guida  ”VIGNAIOLI E VINI D’ITALIA 2013“, a cura di Luciano Ferraro e Luca Gardini, Corriere della Sera Editore).

“Il Musmeci Etna Rosso 2008, TENUTA DI FESSINA_Brillante colore rubino intenso con orlo granato. Naso finemente disegnato con note di lampone, mora e melograni, con sottofondo etereo e leggero sentore di carne fresca. Inizialmente molto vibrante e leggero al palato, si apre poi con una raffinata struttura tannica, accompagnata da una dolce morbidezza, con note pronunciate di lampone ed un finale molto lungo e decisamente avvincente. Molina, Darmstadt _ 32 €” (FALSTAFF, ottobre 2013, “Best of Sizilien”)

Da “Musmeci. Il guardiano del dell’Etna”di Lorenzo Ruggeri  (TreBicchieri International, luglio 2013): “Non c’è niente di meglio di una verticale di un cru di Nerello Mascalese da vecchie vigne pertrasmettere le potenzialità del terroir dell’Etna. Tra i tanti eccellenti vini che il vulcano abbraccia, c’è l’Etna Rosso Il Musmeci di Tenuta di Fessina. Siamo in contrada Rovittello, nella zona di Castiglione di Sicilia, sul versante nord dell’Etna. SilviaMaestrelli e Federico Curtaz (un tempo agronomo per Gaja in Piemonte) hanno scoperto un posto molto speciale. Il Musmeci proviene da un piccolo borgo di case e fabbricati agricoli che appartenevano al signor Musmeci, che in passato si è preso cura dei vigneti ad alberello allevati ormai da quasi 100 anni. Per quanto riguarda i bianchi, la cantina produce l’Etna Bianco A’ Puddara, un cru da uve Carricante che possiamo riassumere con due aggettivi: minerale e roccioso. E ‘un vino che ha conquistato i Tre Bicchieri della guida Vini d’Italia negli ultimi due anni. L’Etna Rosso Il Musmeci, affinato solo in botti grandi e tonneaux, è un campione di eleganza e finezza. Inizia in chiave di basso, delicato, rilassato, sussurrando, e incarna tutto il carattere del vulcano. E ‘un rosso che riflette potentemente l’anno come solo i grandi vini sanno fare.  Abbiamo iniziato con il primo anno di produzione, Il Musmeci 2007, per finire con il 2010, che sarà messo sul mercato il prossimo anno, al fine di consentire un più lungo affinamento in bottiglia. Decisamente adatto ad un invecchiamento molto prolungato.

2007_Alla prima annata ha vinto subito un premio Tre Bicchieri. Ci sono pochissimi vini nella storia delGambero Rosso che si sono evoluti di questo passo. Il 2007 ci ha stregato per il suo impatto elegante,il ritmo ondeggiante preciso, la sua lenta, sottile e molto lunga progressione. Un vino d’autore, come Keith Richards solista. La frutta è perfettamente matura, il finale lungo e soavemente fumoso. In questo momento, l’annata sta attraversando una fase di leggera riduzione, ma se ne conservate un po’ nella vostra cantina, non abbiate fretta. In futuro vi regalerà nuove emozioni. (92) Prezzo franco cantina: 20 €_Bottiglie: 4.000 0,75 e 500 magnum.

2008_Se, in questo momento,  tra i quattro avessimo dovuto aprire una bottiglia, questa sarebbe stata la nostra scelta. Il naso? Tutto quello che cerchi in un vecchio vigneto coltivato nel giardino dell’ Etna. E’ nel suo momento di grazia: bello, dall’entrata armonica, con note di fiori secchi, un pizzico di capperi, rosmarino, poi pepe appena macinato e un sottotono di grafite (ripiddu). Ad ogni sorso, una sensazione nuova. Al palato c’è una ruga che gli conferisce carattere: un tannino leggermente increspato e una bocca tesa ma rilassata, con una progressione del tutto naturale per una finitura perfettamente risolta: fresco, lungo e continuo. Una personalità unica. (91)_Prezzo franco cantina: 20_Bottiglie: 10.000 0,75 e 500 magnum.

2009_Considerato l’anno di vendemmia, è un miracolo. Il 2009 è quello che più si gioca la carta della frutta, con note di ciliegia e toni più scuri di ribes, e un profilo che è più marcatamente balsamico. L’annata più sottile lascia più spazio per delicate note tostate di legno. Al palato è avvolgente, succoso ma non passivo, con la tensione sapida e progressiva. Finale su note di frutta, marasca, ma anche viole. Molto concentrato e soddisfacente. (88) _Prezzo franco cantina: 18_Bottiglie: 10.000 0,75 e 500 magnum.

2010_Croccante, vivace, luminoso. Già molto buono, si intravede un futuro brillante per questa annata. Profumi di fragoline di bosco, note floreali, erbe medicinali. Straordinariamente compatto al palato, con acidità decisamente marcata in questo momento, ma il tannino è dolce e perfettamente modellato. Grande freschezza ed energia al palato, una sottile brezza accompagna un gustoso boccone che si allunga in una finitura riccamente vitale. Si chiude in delicati toni di agrumi da frutto. (92)_Prezzo franco cantina: 20_Bottiglie: 10.000 0,75 e 500 magnum ”

“Tenuta di Fessina_ (…) Il Musmeci 2009: compatto e arcigno, si apre a fatica ma regala note di arancio rosso e mirtillo fresco, bocca pepata di forza e passione, austero e nebbiolesco, per gli amatori del genere. 88+” (Andrea Gori, INTRAVINO, 19 marzo 2014)

“(…) Chiudiamo con il Musmeci Rosso (DOC Etna Rosso Riserva), da Nerello Mascalese in purezza di vecchie viti ad alberello (anche centenarie), che affina oltre 14 mesi in botti grandi e tonneau. Il 2008 è un vino che ‘parla toscano’, con fitti ricordi di macchia mediterranea, frutto scuro di prugna e ciliegia, un bel floreale di viole. Si conferma al palato, con tannino fitto e ricco, ma ben raffinato, intriso di freschezza e sapore, e indugia a lungo su ricordi fruttati e una nota di liquirizia. Vino oggi solamente pronto, un po’ spostato sulle durezze, ma strutturato per una grande prospettiva di evoluzione. Per me sublime. Più pronto invece il 2009, più ricco di calore e morbidezza, ma dai toni più scuri, di frutti maturi e in confettura, e spezie scure. Meno lungo al palato ma anche meno impetuoso nel suo ingresso. Vini specchio del territorio e delle annate, che è quello che mi piace sempre trovare, e che penso sia determinante per dare carattere e fascino al vino, che tutto dev’essere tranne che omologazione. E a Tenuta di Fessina penso siano d’accordo con me(Di Matteo Carlucci, Il TaccuVino, appunti di enogastronomia, “Tenuta di Fessina, conoscere un’azienda al Vinitaly”, aprile 2014)..

 

scheda tecnica IL MUSMECI

Foto bottiglia IL MUSMECI

Etichetta IL  MUSMECI

Il Musmeci, DOC Etna Rosso Riserva, cru Nerello Mascalese.
This cru wine is dedicated to the Musmeci family, in particular Mr. Musmeci, who, for so many years, has taken care of the vineyards (“I vigne di Fessina”) with so much love that today the winery is able to cultivate 80 year old vines. This wine is made from a blend of 80% Nerello Mascalese and 20% Nerello Cappuccio from the oldest vines, grown on the highest hills. Il Musmeci is a concentrated dark ruby with clear and mature fruity notes, a marked minerality and incomparable vitality. It has fresh, clear and enticing floral and spice aromas, and on the palate is full of sweetness with hints of oak. Strong and austere yet integrated tannins lead to an enjoyable finish. Best served with roast lamb and semi matured cheeses.

Il Musmeci vintage 2009 wins the “CORONA” (the crown), highest award of Guida ViniBuoni d’Italia 2013, Touring Wine Guide.

“(…) The 2008 Musmeci is a marvelous Nebbiolo-like combination of tar and violets, with an underlying volcanic minerality. Firm, but not hard, it has a Burgundian sensibility of flavor without weight(By Michael Apstein, WineReviewOnline.com)

“TENUTA DI FESSINA Il Musmeci Etna Rosso 2009 – 93+ points. “Sweet red cherries, flowers and mint are all woven together in the 2009 Etna Rosso Il Musmeci. The Musmeci is one of the most gracious, elegant and complete wines I taste from the Etna this year. It possesses breathtaking purity and delineation, with phenomenal balance and no sense of excess heaviness whatsoever. The 2009 will be a fascinating wine to follow over the next decade, give or take. The Musmeci is 95% Nerello Mascalese and 5% Nerello Cappuccio that spent 15 months in cask and tonneaux” (The Wine Advocate #205, February 28, 2013)

“These are without question the finest wines I have tasted from Tenuta di Fessina, a new estate that is moving in the right direction. Federico Curtaz, who made his name managing Angelo Gaja’s vineyards is the winemaker. Tenuta di Fessina is one of the most exciting emerging properties in the Etna landscape.” (by Antonio Galloni, The Wine Advocate #205, February 28, 2013)

“TENUTA DI FESSINA Il Musmeci Etna Rosso 2008 – 94 points. “Named for the Musmeci family, who farmed the Contrada Rovittelo Vineyard, sustaining vines that date back to 1920, this is a selection from the oldest vines at that site, 2,200 feet above sea level. Impressive for the precision of its tannins, the mouthwatering sea-air freshness of its acidity, this is a concentrated, potent wine that emphasizes elegance. The tarry scent unpacks into earthy detail, lasting on a cool zesty harmony” (Wine & Spirits, June 2013,  Reviewed in “Year’s Best Southern Italy”)

Tenuta di Fessina _Property of Federico Curtaz, one time agronomist for Angelo Gaja, and an old friend of Marco de Grazia, who suggested he buy this property in Rovittello, which is cooler than Randazzo to the west, and thus produces a quite different, more floral and less weighty style of Etna Rosso that is refined and elegant.
Importer: A Leonardo Lo Cascio Selection, Winebow, Montvale, NJ. _
Tenuta di Fessina 2010 Il Musmeci Etna Rosso Sicily ($65) 92. Medium light ruby-garnet color. Deeper brighter perfume of both sour and dark cherries (amarena and marasche in Italian),accented by delicate violet florality. Lovely fruit on the palate, medium bodied, chewy yet sweet cherry-mineral flavors. While the acidity is somewhat high, the tannins are rounder and more complete. This is a fine delicate wine with real length and deeper textured than the Erse, but also requiring 3-4 years aging to soften and integrate (The International Wine Review. The winees of Sicily – June/July 2013 _ i-winereviewed.com).

Tenuta di Fessina has earned Winery of the Year honors from Wine & Spirits magazine for 2013. From Wine&Spirits: “Each year, our panels and critics blind taste more than 12,000 wines, to present the most compelling wines to our readers. We recognize brands with the most consistent performance and the highest scores as our Top 100 Wineries of the Year. Fessina’s range of exceptional wines makes it a great ambassador for Sicily”.

Decanter, September 2013. In the sidebar “Spurrier Recommend”, Steven Spurrier lists a round-up of top bottles, including: Tenuta di Fessina Il Musmeci Etna Rosso 2008: “From the local Nerello Mascalese and Nerello Cappuccio grapes, this is fresh and young looking, with really good purity of fruit and natural tannins – similar to a lifted Châteauneuf-du-Pape. A beautiful mountain wine

From 1/14 MEININGER’S WBI. REGIONAL ANALYSIS_SICILY’S RAPID EXPANSION_”As Sicily establishes itself in the international wine trade, quality is rising, indigenous varieties are fl ourishing, and more people are moving in. But there are challenges to overcome, including the cost of production and logistics, says Michèle Shah. “(…) Nerello Mascalese can be found on the unique volcanic slopes of Etna. Its terraced vineyards of ancient bush-trained vines produce wines of depth and fi nesse characterised by minerality and elegance. Top bottlings of Etna Rosso DOC are made from Nerello Mascalese and Nerello Cappuccio, while Etna Bianco DOC is made predominantly with Carricante grapes. The region’s main concern today is that of curtailing production to maintain its quality status and the ‘uniqueness’ it enjoys. From a mere handful of producers some 10 years ago, there are over 70 estates bottling and labelling wines today. Every Sicilian producer with a name wants a slice of Etna, which means Etna could lose some of its uniqueness.  Yet Etna wines are not for the mass-market and it is emerging linerie such as Tenuta di Fessina, a 70,000-bottle production established in 2007 in the commune of Castiglione di Sicilia at an altitude of 670 metres, owned by Tuscan producer Silvia Maestrelli and Piemonte-born agronomist Federico Curtaz that will show the way. Their philosophy, according to Maestrelli, is to seek a genuine expression of terroir by intense manual labour, keeping yields low and by respecting nature”.

“TENUTA DI FESSINA_Il Musmeci Etna Rosso 2008_Glänzendes, intensives Rubin mit Granatrand. Fein gezeichnete Nase mit Noten nach Himbeere, Brombeere und Granatapfel, im Hintergrund auch Siegellack und frisches Fleisch. Zeigt sich am Gaumen zunächst sehr beschwingt und leicht, öffnet sich dann mit viel feinmaschigem Tannin, ummantelt von süßem Schmelz, viel Himbeere, im Finale sehr lange, sehr spannend. Molina, Darmstadt, 32 €” (FALSTAFF, Oktober 2013, “BEST OF SIZILIEN”)

Technical card IL MUSMECI


LAENEO, DOC Sicilia Nerello Cappuccio

Laeneo. Dioniso attenua la sua inquietudine bevendo vino giovane nelle brume di gennaio. Al crepitio delle braci, nella sera, vino e carne si fan sangue e sentimento, forza interiore, coraggio davanti al nascere del tempo nuovo.

Dalla Guida Vini d’Italia 2011 L’Espresso: “Uno più buono dell’altro i vini etnei di Fèssina: tutta da cogliere la fragranza del dinamico Erse, come quella del neonato Laeneo, che valorizza la succosità del Nerello Cappuccio in chiave di perfetto ‘vin de soif (…)”. Laeneo 2009: “Sfizioso e originale il comparto aromatico, invitanti rimandi pepati, bocca di peso leggero ma freschissima e gustosa”.

“Una vendemmia complicata come la 2009 tiene poi a battesimo la terza etichetta etnea della casa, Laenèo, nerello cappuccio in purezza proveniente da tremila metri di vigneto a S. Maria di Licodia, nel versante sud: un rosso tutto sul frutto, dal carattere pepato e goloso e dalla beva irresistibile”. (Giampaolo Gravina, Enogea n. 32, “Tutto Etna. Speciale ultima frontiera”).

“Già produttrice in Toscana, nel 2007 Silvia Maestrelli decide di scommettere sul vino siciliano. Nasce così, in un vecchio palmento circondato da sei ettari di vigneti a 650 slm, la Tenuta di Fessina, subito affermatesi per i suoi vini di grande qualità.
COME E’ IL VINO.
Rosso rubino ravvivato da riflessi porpora brillanti. I profumi richiamano la liquirizia e sentori speziati di noce moscata. Si avvertono in modo evidente anche note fruttate di amarena. Molto fresco in bocca, grazie alla buona acidità, si caratterizza per una piacevole nota tannica che lo rende vinoso. Di buona persistenza, sul finale richiama la frutta appena matura.
DA PROVARE CON.
Vino rosso giovane e molto fresco, il “Laeneo” si presta ad abbinamenti inaspettati. Ottimo con primi piatti di pesce, come i tagliolini con i ricci e i frutti di mare, sta bene anche in accompagnamento a secondi carne più impegnativi, come la bistecca alla fiorentina”
(IL MIO VINO, marzo 2011).

“Il Laeneo 2010 (nerello cappuccio; 2.000 bot; 12 €) ha carattere da vendere” (Guida Slow Wine 2012).

“Buono il LAENEO, Nerello Cappuccio in purezza. Abbiamo degustato l’annata 2010. Dall’aspetto speziato e dolce. Al palato esprime la forza del territorio con tannini importanti” (Guida Vini di Sicilia 2012 del Giornale della Sicilia, a cura di Fabrizio Carrera e Gianni Giardina).

“Laeneo IGT 2011. Laeneo è un Nerello Cappuccio in purezza realizzato con solo acciaio. Il rosso rubino nel bicchiere è molto vivace e trasparente, il naso è particolarmente intrigante, è improntato su profumi ferrosi e di pepe verde, timido è il frutto di ciliegia croccante. In bocca è sottile, tannini decisi ed eleganti, buona spinta acido sapida” (Mauro Maccario, settembre 2012, Enopress).

“TENUTA DI Fessina Laeneo Sicilia 2011-91 punti. Un favoloso base rosso, il Nerello Cappuccio 2011. Laeneo si alza con potenza dal vetro con espressivi frutti scuri, viola, mentolo, fiori e liquirizia. Senza passaggio in legno, questo succoso Nerello è una grande scelta da bere ora e negli anni a venire” (The Wine Advocate #205, February 28, 2013)

Silvia Maestrelli e Federico Curtaz hanno contribuito non poco al rinascimento della viticoltura etnea. Significativo il loro apporto nel far conoscere e apprezzare i vini di Santa Maria di Licodìa, sul versante sud occidentale del vulcano, zona tra le meno battute, dove nasce l’Etna DOC Bianco A’ Puddara. Nuove acquisizioni riguardano adesso Milo, sul versante orientale, dove il terroir è vocato per la coltivazione del carricante. Pertanto attualmente i vini aziendali sono prodotti su tre diversi versanti: a nord i rossi, a sud e a est i bianchi e si segnalano per la particolare eleganza e l’aderenza al territorio e alle caratteristiche varietali dei vitigni d’origine. Meritati Tre Bicchieri al Carricante A’ Puddara ’11, vino di rara eleganza che si esprime con nitidi toni minerali e agrumati e che al palato si dispiega compatto e ricco di polpa senza perdere in freschezza e dinamicità.  Pulito e di ampia persistenza il 2012 del Nerello Cappuccio Laeneo” (Guida Vini d’Italia 2014, Gambero Rosso).

“Ci sorprende anche il LAENEO 2012, un Nerello Cappuccio in purezza prodotto in sole 4.000 bottiglie. E’ un rosso che si snoda su un frutto energico, speziato e di generosa beva.  Fessina è una star del vulcano e siamo sicuri che in futuro ci regalerà tantissime sorprese!”  (Guida Vini di Sicilia 2014, Giornale di Sicilia)

“Tenuta di Fessina (Rovvitello e Santa Maria di Licodia)_Laeneo 2012 (da Santa Maria di Licodia): nerello cappuccio in purezza, floreale lieve ed elegante, stuzzicante e curioso, ben giocato su note di iris e alchechengi. 85 (…). (Andrea Gori, INTRAVINO, 19 marzo 2014) 

scheda tecnica LAENEO

Foto bottiglia LAENEO

Etichetta LAENEO

Laeneo, DOC Sicilia Nerello Cappuccio.
We are still student of this marvelous land. Nerello cappuccio, one of the two variety which they made our Etna rosso had been a great surprise for us. The vines lies beside the Carricante vineyard, same altitude and south exposure, where little grapes ripe late in the fall, giving us a fresh, juicy spicy wine. Just steel tank fermentation to save fruit, a simple drinkable seductive wine that match extremely well whit roasted meat an d pasta’s, few fascinating bottles, for curious gentle men and gentle women.

“The 2010 Laeneo, floral, fruity and fleshy, is a charming low tannin wine” (By Michael Apstein, WineReviewOnline.com).

“TENUTA DI FESSINA Laeneo Sicilia 2011 – 91 points. A fabulous entry-level red, the 2011 Nerello Cappuccio Laeneo bursts from the glass with expressive dark fruit, violets, menthol, flowers and licorice. This unoaked, juicy Nerello Mascalese is a great choice for drinking now and over the next few years” (The Wine Advocate #205, February 28, 2013)

Tenuta di Fessina _Property of Federico Curtaz, one time agronomist for Angelo Gaja, and an old friend of Marco de Grazia, who suggested he buy this property in Rovittello, which is cooler than Randazzo to the west, and thus produces a quite different, more floral and less weighty style of Etna Rosso that is refined and elegant.
Importer: A Leonardo Lo Cascio Selection, Winebow, Montvale, NJ. _
Tenuta di Fessina 2011 Laeneo Nerello Cappuccio Sicily ($25) 89+. Dark ruby. Black raspberry and red plum with note of dark cassis. Pure, juicy and savory on the attack and palate, showing dark fruit with blue notes. Hint of bitterness with firm tannins on the finish. A terrific blending grape” (
The International Wine Review. The winees of Sicily – June/July 2013 _ i-winereviewed.com).

Technical card LAENEO


A’ PUDDARA, ETNA DOC BIANCO_Cru di Carricante

A’ Puddara è prodotto a Santa Maria di Licodìa, in Contrada Cavaliere, versante sud del vulcano.

A’ Puddara è un vino dedicato alla Sicilia e, come le Pleiadi, che sono un oggetto pulsante nel cielo, è un piccolo continente che ha un cuore che pulsa in mezzo al Mediterraneo. A’ Puddara – “le gallinelle” o “la chioccia” per i pescatori e gli agricoltori, a memoria della poesia di Ovidio - costituiva un segnale che indicava la direzione nel lavoro e nella vita. Immaginiamo i pescatori di Riposto che rientrano dal mare e che, guardando in alto sul vulcano, avvistano le Pleiadi nascoste dietro alla vetta proprio nel punto in cui, come fosse un giardino pensile, riposa il vigneto del nostro Carricante. E’ un vino rigoroso e delineato come A’ Muntagna che si staglia nella notte…

“Etna carricante. (…) anche altri “piccoli” che vale la pena provare come A’ Puddara della Tenuta di Fessina o Calabretta. Vini che non solo raccontano l’energia e il calore di una montagna sui generis come l’Etna, ma che lo fanno in maniera estremamente naturale evitando trattamenti fitosanitari eccessivi e lavorando in cantina in maniera da mediare il meno possibile tra la montagna e il consumatore: emozioni assicurate a chi li beve socchiudendo gli occhi, per non parlare di chi decide di toccare con mano la bellezza delle zone vitate da cui provengono”. (BUSINESS PEOPLE, gennaio 2011, “Vini d’alta quota” di Andrea Gori)

“Tra i tanti Carricante dell’Etna, tutti di buon livello, mi piace definire un fuoriclasse il Carricante A’ Puddara ’09 di Tenuta di Fessina, in uscita nel prossimo mese di Giugno, fermentato in botte grande evidenzia viva freschezza, pienezza e mineralità, è pronto a sfidare il tempo” (WINE REALITY, 18 marzo 2011, Luigi Salvo).

“A’ PUDDARA 2009. Prodotto appena nato. Intrigante che racchiude tutte le caratteristiche distintive del vitigno d’appartenenza. Vino dal grande equilibrio con una spiccata personalità” (ENOS, marzo-aprile 2011).

“Un evento (Le contrade dell’Etna 2011, ndr), che ha abbattuto tutte le cortine e i tabù delle invidie e delle gelosia. Una vera grande prova di maturità, di emulazione e di fattiva cooperazione”. Ma soprattutto una bella  ‘atmosfera di gruppo’ come sottolinea anche Silvia Maestrelli (Tenuta di Fessina) il cui nuovo bianco non ancora in commercio ha suscitato nello suo stand curiosità e apprezzamenti. Che ha chiamato (importanza del lessico) “A puddara” nome siciliano di una stella dell’Orione, cara ai pescatori del golfo di Ognina, che brilla nel cielo a settembre durante la vendemmia. Vino che nasce da una vecchia vigna ad alberello in altitudine nel versante sud del vulcano con basse rese e eccellente struttura” (CRONACHE DI GUSTO, 24 marzo 2011, “Les crus de l’Etna” di Stefano Gurrera).

A’ PUDDARA 2009_18/20 bt. 3000 €24/28: Freschezza agrumata e mineralità in equilibrio dinamico, palato di attacco sapido, centro bocca di buona densità e finale più slanciato e reattivo, che lascia presagire ulteriori, ampi margini di evoluzione e suggerisce molti abbinamenti con la cucina” (Guida I vini d’Italia 2012 L’Espresso; Vino d’Eccellenza 2012)

“Non sempre i tempi della vigna coincidono con quelli delle degustazioni e, quindi, ci sono mancati alcuni vini, a partire dal cavallo di razza della maison, l’elegante Etna Rosso Il Musmeci da vigne ultracentenarie. Ci siamo consolati con il sorprendente Etna Bianco A’ Puddara ’09 (Carricante in purezza da vigne di 40 anni), che si aggiudica i Tre Bicchieri in virtù di un affascinante colore verdolino intenso e sentori distinti e armoniosi di agrumi e fiori, vivacizzati da una invitante caratteristica sfumatura di pietra focaia. In bocca si è mostrato dinamico, di beva fresca appagante. In forma anche il fragrante Etna Rosso Erse ’10 (Nerello Mascalese e Cappuccio)” (Guida Vini d’Italia 2012 Gambero Rosso, Tre Bicchieri 2012).

“Il magnifico Etna Bianco A’ Puddara 2009 (Carricante; 3.700 bt; 25 €) ha profumi di nocciola, pesca e ginestra. La bocca è in perfetta armonia, grazie a un’acidità abbondante e a una dolcezza misurata. Alla sua prima uscità ci ha incantato e si è aggiudicato il nostro Grande Vino” (Guida Slow Wine 2012,“Grande Vino”).

“Una produttrice toscana, Silvia Maestrelli (nell’azienda della provincia di Firenze Villa Petriolo), impegnata anche in Sicilia, dove sembra decisamente essersi ambientata molto bene, cogliendo il carattere più intimo delle potenzialità enologiche dell’Etna. Le sue vigne si trovano a Rovittello, a 650 metri slm, circa 7 ettari coltivati ad alberello (certificati bio), piantati tra gli anni ’20 del Novecento e il primo dopoguerra. Spettacolare l’Etna Bianco A’ Puddara 2009, dai colori giallo-verdi e dal tratto minerale accecante, ben sostenuto da un frutto fresco che ricorda gli agrumi e la scorza di limone, e impreziosito da un fine corredo floreale, che anticipa un gusto sapidissimo, al quale è molto difficile sottrarsi al primo sorso” (I quaderni di WineNews _febbraio 2012_, a cura di Franco Pallini e Antonio Boco).

A’ Puddara 2010 Etna Bianco Tenuta di Fessina.  Antipasto di mare completo dal lime all’ostrica nel finale e nel mezzo tutte la variazione tra mare e cielo passando dal vulcano, grande. 92” (Andrea Gori, Intravino).

“Da non trascurare la salata acidità del Carricante A’ Puddara di Tenuta di Fessina, un bianco siciliano di freschezza e complessità aromatica avvincenti” (Alessio Pietrobattista, Intravino, 30 08 2012).

“A’ Puddara Etna Bianco 2010. Nome localmente dato alle Pleiadi, in dialetto vuol dire “la chioccia”, simbolo degli affetti domestici, infatti le Pleiadi, poste proprio sull’Etna per i pescatori che rientrano dal mare verso la costa, costituiscono il loro punto di riferimento. Proprio sotto le Pleiadi, sull’Etna in Contrada Cavaliere a Santa Maria di Licodia c’è il vigneto di Carricante con il quale è realizzato questo vino bianco vinificato in legno botte grande da 35 hl, dopodiché subisce una leggera decantazione in acciaio e l’affinamento di un anno ed oltre in bottiglia. Delicato e chiuso al naso, è lento e timido nell’aprirsi, vuole tempo e sul tempo batte il suo dinamismo in continuo divenire. Sono delicati i profumi di buccia di agrumi, poi la ginestra e l’erba fresca di campo, decisi i sentori di ghiaia. In bocca è spigoloso e vibrate, marcatamente sapido e minerale” (Mauro Maccario, settembre 2012, Enopress)

“A’ Puddara 2010 – FessinaFreschezza, tanta acidità ficcante modello Chablis, lunghezza gustativa: col Carricante si può, sull’Etna si può. Al naso è ancora giovanissimo, quasi clorifilloso, primario nel profilo fruttato e floreale con melone invernale, pepe bianco. La bocca fa il resto, si beve in scioltezza malgrado la gioventù. Apporto del legno pari a zero e non possiamo che esserne contenti” (Alessio Pietrobattista, 24 09 2012, Intravino)

Al Carricante A’ Puddara 2010 sono assegnati  i “TRE BICCHIERI” del Gambero Rosso 2013, oltre all“ECCELLENZA” della Guida ai vini d’Italia 2013 de L’Espresso (curata da Ernesto Gentili e Fabio Rizzari) e la menzione “Grande Vino” di Slow Wine, ritenuto tra i vini più piacevoli della Guida Slow Food Editore 2013, curata da Giancarlo Gariglio e Fabio Giavedoni. All’intera produzione aziendale di Tenuta di Fessina anche l’attribuzione della “BOTTIGLIA” Slow Wine.

“ETNA BIANCO A’ PUDDARA 2010. 5 bottiglie, ECCELLENZA DELL’ESPRESSO. 18/20 bt 3000 € 24/28. Il profilo aromatico è giocato su sottili venature minerali, l’attacco di bocca è molto fresco, lo sviluppo reattivo, la sapidità e l’acidità ne sostengono la dinamica, con l’aerazione l’autenticità si allea a una purezza cristallina” (Guida Vini d’Italia 2013 L’Espresso)

Gnocchi di patate alla brace, questo è il piatto che ci propone  Matias Perdomo del Ristorante Al Pont de Ferr di Milano. Un piatto assolutamente fine ed elegante, difficile trovare l’abbinamento giusto. Bisogna giocarlo tutto su questa sua affumicatura, sull’uso della brace. L’Italia ci offre le sue risorse: siamo andati in Sicilia, alle pendici dell’Etna,  e abbiamo scelto un grandissimo bianco, l’Etna Bianco da uve Carricante A’ Puddara della Tenuta di Fessina. Perché ho parlato di grande risorsa dell’Italia? Perché parlare dei vini dell’Etna è come parlare di vini di un’isola nell’isola. Qui c’è tutta la mineralità del terroir vulcanico. Questo vino, che ha già un anno sulle spalle, inizia ad avere delle sensazioni  affumicate, iodate. E’ per questo che ci è piaciuto molto nell’abbinamento. Ovviamente, poiché in giovane età, presenta tutto il frutto bianco, mediterraneo e maturo, tanta freschezza poiché stiamo parlando di vigneti ad alta quota, un’acidità che riequilibra il palato e lo rende perfetto per essere abbinato a questo grandissimo piatto. Assolutamente da provare, è una grande emozione(Giuseppe Carrus, Gambero Rosso Channel, ottobre 2012).

“La Tenuta di Fessina conta, nell’ambito etneo, su due diversi siti produttivi: il principale sul versante nord, proprio a ridosso dell’abitato di Rovittello, in gran parte composto da una vigna di nerello mascalese di un’ottantina d’anni; l’altro vigneto, di solo carricante, di pari età, è invece sul versante opposto, quello che guarda verso sud, a Santa Maria di Licodìa. Riguardo allo stile aziendale, Federico Curtaz, enologo e agronomo, socio di Silvia Maestrelli in quest’avventura isolana, sin dalla prima vendemmia ha sempre pensato che i vini di Fessina, senza rinunciare minimamente alla finezza, dovessero esprimere al meglio, e far risaltare, i sentori varietali delle uve e la territorialità unica del vulcano. Tre Bicchieri meritati per il carricante A’ Puddara ’10, vino complesso e di straordinaria eleganza, gustativamente spesso, connotato da una vibrante acidità. (…)” (Guida Vini d’Italia Gambero Rosso 2013) 

“A’ Puddara 2009, Etna DOC Bianco: già il nome è quello di un vulcano, per un vino dell’Etna che mi impressiona ogni volta. Da un vigneto di Carricante ad alberello arrampicato sull’Etna a 900 metri, la versione 2009 è fantastica, fresca e sulfurea insieme” (Blog SCATTI DI GUSTO, 11 12 2012, “Vini minerali. Cinque etichette scavate nella roccia aspettando le tue” di Alessandro Bocchetti).

“A’ Puddara. I vini dell’Etna, sia bianchi che rossi. La Sicilia che non ti aspetti, tutta nervosismo e acidità, da vigne su terreno vulcanico arrampicate tra freddo e pietra. A’ Puddara 2009 di Tenuta Fessina è semplicemente il miglior bianco provato in questo millesimo“ (Frizzifrizzi, 12 vini per 12 mesi” di Alessandro Bocchetti).

“Sopra tutti, quest’anno, brilla Tenuta di Fessina. Il loro bianco, A’ Puddara 2011, carricante, è come il sole in una giornata estiva, di una bontà sferzante e spiazzante” (Massimiliano Montes, Gustodivino.it).

“TENUTA DI Fessina A ‘Puddara Etna Bianco 2010-92 punti. Fondata nel 2007, questa tenuta è frutto di una collaborazione  tra Silvia Maestrelli e Federico Curtaz. Il loro Carricante cresce da un vigneto piantato nel 1970, dove vecchi alberelli producono un luminoso bianco speziato con sapori nitidi di pesche nettarine. E’ fresco e scattante, con una consistenza  arricchita da una sensazione leggera di panna fresca(Wine&Spirits, giugno 2013, “Year’s Best Southern Italy”).  

“A’ Puddara 2011. Vino bianco, Sicilia Tenuta di Fessina Società Agricola a r.l.  Abbastanza coperto, erbaceo, con note di frutta gialla.  Non completamente secco, presenta note di agrumi al gusto, mela acida e limone, un po’ di ortica. Piuttosto persistente, dallo stile alquanto fresco, è molto buono. Finale pungente” (Wein-Plus, giugno 2013).

Emblematica espressione dei vini de ‘a muntagna, l’Etna. Vecchie vigne e terreno vulcanico per un carricante in purezza a 900 metri d’altezza. Nasce in una zona che ormai è percepita senza dubbio come sinonimo di qualità ma i cui vini già in un lontano ’68 venivano valutati con lungimiranza da Mario Soldati: ‘l’Etna bianco raccoglie e fonde, nel suo pallore e nel suo aroma, nella sua freschezza e nella sua vena nascosta di affumicato, le nevi perenni della vetta e il fuoco del vulcano’. A’ Puddara colpisce per l’intensità aromatica violenta, fatta di erbe profumate, spezie e frutta gialla succosa e fondente al limone. In bocca incede ancor più feroce, marchiato a fuoco dall’impronta del vulcano, con una sapidità netta e spiccata, ritorni vegetali e nuance affumicate che accompagnano il lungo finale. 23 Euro” (Livia Belardelli, 02 09 2013, “Carricante d’alta montagna”, Doctor Wine)

Tenuta di Fessina, Etna Bianco A’ PUDDARA 2011. In dialetto catanese, a’ puddara è la chioccia. Ma la puddàradi Fèssina è una chioccia metaforica e a suo modo fischiona: si tratta infatti della costellazione delle Pleiadi, intesa come un segnale per i marinai del porto di Riposto, come un richiamo che indicava la giusta direzione. La vena agrumata garantisce qui un a bocca reattiva, che combina ritmo, salinità infiltrante ed eleganza: siamo sull’Etna, ma se chiudiamo gli occhi potremmo quasi essere in Valle Isarco. E a ogni riassaggio il vino guadagna in profondità, al punto che l’amico Pierluca Proietti, che degusta insieme a me, contagiato dal demone dell’analogia, azzarda anche lui una metafora: come un lago trasparente tra le montagne. Il “club dell’acqua di roccia”, utilizzata come sinonimo di purezza e trasparenza dei bianchi più espressivi, trova così un nuovo adepto” (Di Giampaolo Gravina, “Un bianco per l’estate”, ENOGEA, II serie, settembre 2013).

Per il terzo anno consecutivo, sono conferiti i TRE BICCHIERI DEL GAMBERO ROSSO al Carricante di Tenuta di Fessina A’ Puddara. L’annata 2011 dell’ Etna DOC Bianco guadagna il massimo riconoscimento da una delle Guide più influenti nel mondo del vino italiano.

Per il terzo anno consecutivo, l’Etna DOC Bianco A’ Puddara viene proclamato “Vino d’Eccellenza” dalla Guida ai vini d’Italia (2014), edita dall’Espresso e curata da Ernesto Gentili e Fabio Rizzari:  “Decollato in tempi recenti, il progetto siciliano di Silvia Maestrelli (sua l’azienda toscana Villa Petriolo) e Federico Curtaz ha portato con lungimiranza sull’Etna, dove l’azienda si è rapidamente attestata su standard qualitativi di costante eccellenza. Il quartier generale è in Contrada Rovittello, nel versante nord del vulcano, con un apprezzabile nucleo di vecchie vigne ad alberello e un affascinante palmento per la vinificazione, al centro di un intelligente restauro conservativo. Ma può contare anche su uve di Carricante provenienti dal versante sud (Santa Maria di Licodìa) per alimentare uno dei bianchi più riusciti dell’intera denominazioneETNA BIANCO A’ PUDDARA 2011_18.5/20 BT 6000 €24/28_sottile ma sfumato nei rimandi di erbe aromatiche, con l’aerazione guadagna in profondità; lo sviluppo al palato è tonico e ritmato, coniuga vitalità agrumata e salinità infiltrante e sfoggia un’elegante personalità espressiva”.

TRE BICCHIERI della Guida I vini d’Italia 2014 del Gambero Rosso al Carricante A’ Puddara 2011, Etna DOC Bianco premiato per il terzo anno consecutivo con il massimo riconoscimento dai curatori della Guida Marco Sabellico, Eleonora Guerini e Gianni Fabrizo : “Silvia Maestrelli e Federico Curtaz hanno contribuito non poco al rinascimento della viticoltura etnea. Significativo il loro apporto nel far conoscere e apprezzare i vini di Santa Maria di Licodìa, sul versante sud occidentale del vulcano, zona tra le meno battute, dove nasce l’Etna DOC Bianco A’ Puddara. Nuove acquisizioni riguardano adesso Milo, sul versante orientale, dove il terroir è vocato per la coltivazione del carricante. Pertanto attualmente i vini aziendali sono prodotti su tre diversi versanti: a nord i rossi, a sud e a est i bianchi e si segnalano per la particolare eleganza e l’aderenza al territorio e alle caratteristiche varietali dei vitigni d’origine. Meritati Tre Bicchieri al Carricante A’ Puddara ’11, vino di rara eleganza che si esprime con nitidi toni minerali e agrumati e che al palato si dispiega compatto e ricco di polpa senza perdere in freschezza e dinamicità. (…)”. 

TENUTA DI FESSINA_ Etna Bianco A’ PUDDARA 2011_La bella tenuta di Silvia Maestrelli e Federico Curtaz si trova a Rovittello, sul versante nord dell’Etna: in questa zona , proprio accanto alla cantina, si trova un vecchio vigneto con ceppi anche ultraottantenni di Nerello Mascalese , da dove si produce il cru Il MusmeciA’ Puddara 2011 invece proviene da un vigneto, anche questo molto antico, che si trova nel versante sud del vulcano, elegante, ricco, complesso, è un vino che è buono sin da subito, ma capace di evolvere positivamente per un bel po’ d’anni”. (OINOS, nov. 2013, “I vini del vulcano” di Massimo Lanza)

Guida ai vini del Giornale di Sicilia 2014: “Miglior bianco” è A’ PUDDARA 2011.  ”Un bianco fuori da ogni schema. Irraggiungibile per freschezza, intensità e facilità di beva. Il colore è giallo paglierino chiaro. Naso elegante, finissimo, di erbette, pesca bianca, pera e gelo di agrumi. Toni minerali. In bocca è lieve, dinamico, piccante per freschezza e sapidità. Un vino di gran classe, piacevole e poliedrico. Vince il super premio come Miglior vino bianco il Doc Etna bianco A’ Puddara 2011 di Tenuta di Fessina” (Cronache di gusto)

Un bianco fuori da ogni schema, senza eguali e nemmeno simili. Il DOC Etna Bianco A’ PUDDARA 2011 è Cinque Stelle e Miglior Vino Bianco di Sicilia. Un ettaro di Carricante sul versante sud, nella zona di Santa Maria di Licodìa, stravolge e riscrive il catalogo dei bianchi etnei. Tutto insieme. A questo s’aggiunga un’altra sorpresa: il vino fermenta e affina in legno, e tale è la fusione con il frutto che quasi non si percepisce il legno come tale. Il colore è giallo paglierino chiaro. Naso elegante, finissimo, di erbette, pesca bianca, pera e gelo di agrumi. Toni minerali. In bocca è lieve, dinamico, piccante per freschezza e sapidità. Un vino di gran classe, piacevole e poliedrico. (…)  Fessina è una star del vulcano e siamo sicuri che in futuro ci regalerà tantissime sorprese!” (Guida Vini di Sicilia 2014 Giornale di Sicilia)

“Tenuta di Fessina Etna Bianco A’ Puddara 2011 Bianco Vino Oro Sicilia Slow Wine_Un vino di classe cristallina e sconfinata eleganza ma racchiuso in una sfera di forza ed energia che lo rendono allo stesso tempo piacevole intrigante ma anche ritroso e restio a farsi conoscere del tutto. Note di pompelmo, lime ma soprattutto polvere da sparo, gesso, zenzero e note fruttate appena tropicaleggianti. Bocca struggente ma esplosiva con una riserva di vitalità indefinibile che sarebbe saggio aspettare ma sfido chiunque cominci a berlo a fermarsi al primo bicchiere e a non aprire un’altra bottiglia. Un vino magnetico e irresistibile” (Andrea Gori, novembre 2013)

A’ Puddara Etna Bianco Tenuta di Fessina 2012_da uve in contrada Cavaliere, Santa Maria di Licodia. Un velo di legno stringe un poco il naso ma lo zolfo e la mineralità escono ad ogni giro del bicchiere insieme ad albicocca e note balsamiche. Bocca struggente e dolce con bei contrasti ritmati. Abbisogna di tempo, materia e sostanza non mancano, forse un poco di eleganza in meno del 2011 ma darà soddisfazioni comunque. 88+” (Andrea Gori, gennaio 2014)

“Doc Etna Bianco A’ Puddara 2010 – Tenuta di Fessina. Versante sud- Santa Maria Licodia. Carricante in purezza. Vino freschissimo, tagliente, intenso al naso con fiori bianchi e macchia mediterranea. Uno degli affreschi dell’Etna più belli.  Costo: 23 euro. (…) Alla orizzontale condotta da Francesca Ciancio che ha aperto Sorsi dell’Etna 2014 a Villa Igiea, a Palermo, e che ha visto protagonisti dodici bianchi annata 2010 , è emerso l’affresco poliedrico di un Etna che non si lascia imbrigliare sotto un unico stile, troppe variabili geografiche e anche umane in gioco, che fanno a tutto tondo la sua ricchezza, verrebbe da dire, vertiginosa. Ma c’è la forgia del territorio che marca a fondo queste espressioni, facendole emergere con i tratti della forte mineralità e sapidità, della verticalità, della freschezza e con una vita consegnata al tempo.” (Cronache di gusto, 10.03.2014, I bianchi del vulcano, l’orizzontale di Sorsi dell’Etna)

“Ecco un percorso guidato fra quelle varietà che negli ultimissimi anni hanno segnato una crescita qualitativa sorprendente e hanno mostrato, nella loro naturale diversità, un registro stilistico comune, una bevibilità, una freschezza e un’originalità aromatica che piace sempre di più.  (…) La spiccata acidità e i profumi di stampo minerale costituiscono infine anche i dati salienti dei vini a base di Carricante, uva bianca tradizionalmente coltivata sulle pendici dell’Etna: un luogo di straordinaria vocazione vinicola, giusto per ricordare che i buoni vini nascono dalla magica fusione tra uva e territorio. (…) Carricante. Vitigno a bacca bianca diffuso in Sicilia, prevalentemente nella provincia di Catania; è presente nella DOC Etna e nella DOC Sicilia. Aziende di riferimento: Benanti, Fessina, Graci” (LE GUIDE DI REPUBBLICA, 1° aprile 2014_L’Italia dei mille vini, di Ernesto Gentili)

A’ Puddara viene sempre da sole uve Carricante, ma della contrada di Santa Maria di Licodìa, e segue lo stesso affinamento del Musmeci. Assaggiamo il 2012, che ammalia con l’eleganza dei suoi profumi, dal minerale di pietra focaia al miele, dai fiori di zagara ai datteri, alla frutta secca pralinata, e ancora ricordi esotici di banana e arancia. Conferma tutta la sua classe anche al palato, con rotondità e avvolgenza, imbastito su piena freschezza ma dotato di struttura ricca, con glicerina e sale. Permane a lungo il suo sapore, che trasmette tutta la forza e l’eleganza della montagna etnea (Di Matteo Carlucci, Il TaccuVino, appunti di enogastronomia, “Tenuta di Fessina, conoscere un’azienda al Vinitaly”, aprile 2014).

“A’ Puddara 2012 – Tenuta di Fessina. Da sole uve Carricante, coltivate alle pendici del’Etna: profonda mineralità di pietra focaia, poi note di miele e fiori di zagara, frutta secca pralinata e cenni esotici di banana e arancia. Gran classe anche al palato, rotondo e avvolgente, corre su un binario di ferrea freschezza, dotato di struttura ricca, con glicerina e sale. Lungo nel ricordo, che fa viaggiare tra le rocce del vulcano più famoso di Sicilia” (Matteo Carlucci, 16 maggio 2014, Il TaccuVino).

scheda tecnica A’ PUDDARA

Foto bottiglia A’ PUDDARA

Etichetta A’ PUDDARA

A’ Puddara, DOC Etna Bianco, cru Carricante.
The name is related to the Pleiades constellation, that appear in the night right over the vineyard. The wine is made from 100% Carricante, issued by a 45 year old vines 3000 feet. Bush trained vines, planted on rocky sandy black soil. Big cask, 3.5 tons, hold the wine since fermentation, and he ripe eight month before be bottled. The wine age around 10 to 12 month in bottle before to be released. Elegant, with a precise acidic silhouette, it remind a little bit a Riesling, could age easily many, many years, prefere oysters and fish foods, but the great personality of this wine give lot of chance to pair with many foods.

“Fessina’s first year’s production of “A’ Puddara,” a 2009 DOC Etna Bianco made exclusively from Carricante grown 3,000 feet above sea level on the volcanic slopes of Etna, was awarded the top award, tre bicchieri by the prestigious Italian wine guide, Gambero Rosso.  Wood-aged and barrel fermented, it nonetheless retains green apple-like acidity and a Riesling-like vivacity that buttresses its ripeness and extraordinary length” (By Michael Apstein, WineReviewOnline.com).  

A’ Puddara vintage 2010 (our Carricante monovarietal produced in the Tenuta di Fessina) is awarded “Tre Bicchieri”, top prize of Guide The wines of Italy Gambero Rosso 2013 and “Eccellenza”, highest award of L’ Espresso Guide 2013 (considered to be the strictest selection of Italian top wines, with half the number of top awards given compared to the others Italian wine guides).

A’ Puddara 2010 has been inserted among the “Grandi Vini” (great wines) of the SLOW WINE 2013, the guide edited by Slow Food. “Grandi Vini” means the best bottles as regards the organoleptic profile.

“TENUTA DI FESSINA A”Puddara Bianco Etna 2010 – 91 points.  The 2010 Etna Carricante A’ Puddara bristles with energy and pure class. Lemon, white flowers and crushed rocks emerge in the glass, but ultimately the 2010 is all about textural elegance and sheer class. This is a stunningly beautiful wine that captures the essence of Carricante. The energetic, saline-infused finish makes it impossible to resist a second taste” (The Wine Advocate #205, February 28, 2013)

“TENUTA DI FESSINA A’ Puddara Etna Bianco 2010 – 92 points. Founded in 2007, this estate is a partnership between two winemakers, Silvia Maestrelli and Federico Curtaz. Their carricante grows at a vineyard planted in 1970, those mature bush vines producing a bright, spicy white with clean flavors of nectarine. It’s crisp and lithe, the texture enriched with the light feel of fresh cream”  (Wine & Spirits, June 2013,  Reviewed in “Year’s Best Southern Italy”).

Tenuta di Fessina _Property of Federico Curtaz, one time agronomist for Angelo Gaja, and an old friend of Marco de Grazia, who suggested he buy this property in Rovittello, which is cooler than Randazzo to the west, and thus produces a quite different, more floral and less weighty style of Etna Rosso that is refined and elegant. Importer: A Leonardo Lo Cascio Selection, Winebow, Montvale, NJ. _ Tenuta di Fessina 2010 A Puddara Bianco ($37) 90. This 100% Carricante displays a pale straw color and aromas of minerals and honey with a hint of acacia, Aged for nine months in French oak, it is rich on the palate and fills the mouth with exotic flavors and has a chalky finish. Well done” (The International Wine Review. The winees of Sicily – June/July 2013 _ i-winereviewed.com)

Tenuta di Fessina has earned Winery of the Year honors from Wine & Spirits magazine for 2013.  From  Wine&Spirits: “Each year, our panels and critics blind taste more than 12,000 wines, to present the most compelling wines to our readers. We recognize brands with the most consistent performance and the highest scores as our Top 100 Wineries of the Year. Fessina’s range of exceptional wines makes it a great ambassador for Sicily”.

“High Mountain Carricante_ by Livia Belardelli 02-09-2013_ This expression is emblematic of Etna’s ‘a muntagna wines. The old vines and volcanic soil provide all the force needed for a charge from 900, above sea level. This area by now synonymous with quality but its wines were already appreciated way back in 1968 thanks to the foresight of Mario Soldati who said: ”Etna white brings and merges together, in its pallor and its aroma, in its freshness and in its hidden smoky vein, the perennial shows of the mountain top and the fire of the volcano”. A Puddara 2010_ Etna Bianco Doc_ Fessina_ Rating » 89; Category » White; Region » Sicilia; Country » Italy; A’ Puddara stands out for its violent aromatic intensity, made up of fragrant herbs, spices, juicy yellow fruit and bitter lemon. The mouthfeel is even more ferocious, as if marked by the imprint of the volcano, with a distinct sapidity, vegetal returns and smoky nuances that accompany a long finish. Price: 23 euros” (Doctor Wine by Daniele Cernilli)

Tenuta di Fessina has received Tre Bicchieri from Gambero Rosso Guide 2014 for A’ PUDDARA, Carricante, ETNA DOC 2011. This is the 3rd year in a row their A’ Puddara has received this reputable award:  A’ PUDDARA Carricante Etna DOC 2009; A’ PUDDARA Carricante Etna DOC 2010; A’ PUDDARA Carricante Etna DOC 2011.

A’ Puddara vintage 2011 (our Carricante monovarietal) is awarded “Tre Bicchieri”, top prize of Guide The wines of Italy Gambero Rosso 2014, and “Eccellenza”, highest award of L’ Espresso Guide 2014 (considered to be the strictest selection of Italian top wines, with half the number of top awards given compared to the others Italian wine guides).

2011 A’Puddara_ D.O.C. Etna Bianco_ 100% Carricante from 45 year old vines grown in Santa Maria di Licodia at the southern tip of the Etna park and on a southern exposure at around 900 metres and although I loved all the wines here, this was my favourite and the one that I actually bought. Unusually this was seemingly fermented and then aged for 6 months in large French oak barrels, these varied between 1 and 15 years old – leaning towards older and so neutral in taste – but oak does not dominate this wine at all, or detract from the minerality, acidity or tension, or not yet anyway. Perhaps the oak will shine through in a few years time, but I would rather have it now with a pristine, mineral feel to it. Right now though it is taut, lean, stony and mineral with a thrilling citrus cut of high acidity to the palate and a touch of saltiness too. There is real richness to the palate as well which gives that lovely feeling of tension to the wine. I really really liked this and it went wonderfully with a superb dinner at the winery, the arancini were especially good – 91/100. points.  Tenuta di Fessina wines are available in the US through Winebow” (By Quentin Sadler, Circle of Wine Writers)

“(…) Tenuta Fessina in A’ Puddara 2011. A small village in the Etna is fairly Valmur (grand cru in Chablis) style; flinty, shellfish and why not was Kimmeridge reminiscent. Citrus and sharp. A wine to aging and wait for the tertiary upcoming” (Raffaele Mastrovincenzo, Tre bicchieri Vinitaly 2014)

“A’ PUDDARA, Etna DOC, 2011.  Weißwein, Sizilien, Tenuta di Fessina Società Agricola a r.l. _Etwas gedeckte, grasig-pflanzliche bis kräuterige Nase mit gelbfruchtigen Tönen. Nicht ganz trockene, zitronige Frucht im Mund, säuerliche Apfelnoten und Zitrustöne, etwas Brennessel, gewisse Nachhaltigkeit, eher kühle Art, recht guter, herber Abgang” (Wein-Plus).

 

Technical card A’ PUDDARA


ERSE, Etna DOC BIANCO_Carricante (80%), Minnella e Catarratto (20%)

Sul mercato da settembre 2013

ERSE Etna Bianco DOC – Note di Silvia Maestrelli

L’Etna DOC Bianco ERSE è prodotto, tra la vetta dell’Etna e il mare, da Carricante degli alberelli centenari di Milo e Santa Maria di Licodìa. Con aggiunta di uve indigene etnee Minnella e Catarratto, è vinificato in acciaio  e rappresenta la nostra introduzione alle potenzialità di questo vitigno da sempre considerato “gregario di lusso” del Nerello Mascalese nell’uvaggio tradizionale dell’Etna DOC per le notevoli doti di freschezza e longevità.

“(…) Tra le novità di quest’anno c’è l‘Etna Bianco ERSE, un blend di Carricante e Catarratto coltivati a Santa Maria di Licodìa e Milo, dove si estendono vecchi vigneti tra i quaranta e cento anni. Etna DOC Bianco ERSE, Tipologia: Bianco DOC, Uve: Carricante (80%), Catarratto e Minnella 20%, gr: 13°, € 16, bott. 4.500, vendemmia tardiva, vinificazione in acciaio e maturazione nel medesimo per 9 mesi, 6 mesi in bottiglia, Carpaccio di pesce bianco con bacche di ginepro” (Guida ai migliori vini d’Italia 2014, BIBENDA, AIS).

“L’ERSE Bianco, ultimo nato, da Carricante e Catarratto, si caratterizza per note floreali e di piccoli frutti chiari” (Guida ViniBuoni d’Italia 2014, Touring Editore)

“Quest’anno l’ETNA ROSSO ERSE 2011 (12.000 bottiglie, 15 €) è anche nella versione ETNA BIANCO ERSE 2012 (Carricante, 6.000 bottiglie, 15 €). Entrambi vini puliti, immediati, specchio del territorio. Il primo esalta i profumi tipici del nerello, unendoli a una struttura agile ma con un tannino ben levigato; il secondo è caratterizzato da sobrietà olfattiva e grande piacevolezza gustativa” (Guida SLOW WINE 2014, Slow Food Editore).

“Silvia Maestrelli e Federico Curtaz hanno contribuito non poco al rinascimento della viticoltura etnea. Significativo il loro apporto nel far conoscere e apprezzare i vini di Santa Maria di Licodìa, sul versante sud occidentale del vulcano, zona tra le meno battute, dove nasce l’Etna DOC Bianco A’ Puddara. Nuove acquisizioni riguardano adesso Milo, sul versante orientale, dove il terroir è vocato per la coltivazione del carricante. Pertanto attualmente i vini aziendali sono prodotti su tre diversi versanti: a nord i rossi, a sud e a est i bianchi che si segnalano per la particolare eleganza e l’aderenza al territorio e alle caratteristiche varietali dei vitigni d’origine” (Guida ai vini d’Italia 2014, Gambero Rosso) . 

“ETNA BIANCO ERSE 2012_16/20 BT 6500 €14/17″ (Guida I vini d’Italia 2014, L’Espresso)

“(…) Ottimi vini di pregevole fattura, ma le nostre tasche in profonda crisi economica reclamano ossigeno e in nostro soccorso giunge l’ Etna Bianco Erse 2012. Anch’esso a prevalenza Carricante ma con contaminazioni autoctone di Minnella e Catarratto da vigne centenarie, affinato in acciaio per amplificare le doti di agilità e immediatezza. Riesce benissimo nell’intento grazie a un olfatto di bella espressività e mutevolezza coinvolgente: l’agrumato del cedro e del limone prende possesso della scena, poi le nuance esotiche del frutto della passione lasciano spazio all’ingresso trionfale delle bianche sensazioni della pesca e del melone invernale. Finito? E le sensazioni minerali? Ci sono, nettissime, con addirittura echi salmastri, accompagnati da sentori freschi, mentolati e infine vegetali di erba falciata. Al sorso c’è tutto quello che ci si aspetta da un vino così leggibile: succo ma anche nerbo acido a sostegno, grande componente fruttata, freschezza, facilità di beva e quella salinità che non abbandona il palato e invoglia il sorso successivo. Da iscrivere di diritto alla categoria dei vini pericolosi, poiché finisce talmente in fretta da far sembrare bucata la bottiglia. Per 15 euro circa in enoteca è un gran bel bere: abbinatelo a delle polpette di baccalà in salsa verde (AGRODOLCE, 16 01 2014, “Vini anticrisi: ERSE Bianco 2012 di Tenuta di Fessina”  di Alessio Pietrobattista)

“Ecco un percorso guidato fra quelle varietà che negli ultimissimi anni hanno segnato una crescita qualitativa sorprendente e hanno mostrato, nella loro naturale diversità, un registro stilistico comune, una bevibilità, una freschezza e un’originalità aromatica che piace sempre di più.  (…) La spiccata acidità e i profumi di stampo minerale costituiscono infine anche i dati salienti dei vini a base di Carricante, uva bianca tradizionalmente coltivata sulle pendici dell’Etna: un luogo di straordinaria vocazione vinicola, giusto per ricordare che i buoni vini nascono dalla magica fusione tra uva e territorio. (…) Carricante. Vitigno a bacca bianca diffuso in Sicilia, prevalentemente nella provincia di Catania; è presente nella DOC Etna e nella DOC Sicilia. Aziende di riferimento: Benanti, Fessina, Graci” (LE GUIDE DI REPUBBLICA, 1° aprile 2014_L’Italia dei mille vini, di Ernesto Gentili)

“Un intreccio di storie hanno portato nel 2007 sull’Etna Silvia Maestrelli, wine lady già famosa in toscana, e suo marito l’industriale milanese Roberto Silva. Subito innamoratisi della splendida zona decidono di acquistare le vecchie tenute della famiglia Musumeci, composte da vigne centenarie a 600 mt. sul livello del mare. Negli anni la proprietà ha poi acquistato altri appezzamenti sulle diverse sponde del vulcano. In poco tempo si sono imposti nel panorama nazionale per la qualità e la schiettezza dei loro vini, non avendo mutato nulla ne in vigna ne in cantina e rispettando rigorosamente il territorio che li ospita. ERSE Bianco 2012. Esempio di una ricerca costante di qualità, dopo vini bianchi complessi e elaborati, Tenute di Fessina decide di stupire con un bianco fresco e di annata, ma non banale. Un assaggio intenso di Etna, minerale e fruttato. A maggioranza carricante da piante centenarie sprigiona tutta la sua completezza fin da subito” (Tannico, aprile 2014)

“(…) L’Erse Bianco 2012 è l’ultimo nato, e porta il nome della Dea greca della Rugiada, lasciando intuire il suo bagaglio di freschezza. E’ ottenuto in gran parte dai medesimi vigneti dell’A’Puddara, quindi dai vecchi ceppi ad alberello di Carricante (80%), Minnella e Catarratto siatuati nelle contrade di Santa Maria di Licodìa e Milo, rispettivamente a Sud.Ovest e a Sud-Est del cratere vulcanico. Erse Bianco si mostra sorprendente, con impatto intenso e fine al naso, ricco di aromi minerali, citrici ma anche fiore e note di frutti tropicali. Scalfisce il palato con freschezza intensa, e chiude lungo su fini ricordi minerali, di salvia, albicocche fresche e fiori bianchi. Ti conquista subito” (Di Matteo Carlucci, Il TaccuVino, appunti di enogastronomia, “Tenuta di Fessina, conoscere un’azienda al Vinitaly”, aprile 2014)

Erse Bianco 2012 è stato selezionato da Luca Gardini, sommelier Campione del Mondo 2010, tra i cinquanta migliori vini italiani sotto i 15 euro (Best price, #popwine, #vinitaly2014, La gazza golosa e Luca Gardini).

scheda tecnica ERSE Bianco 

etichetta ERSE BIANCO

ERSE, Etna DOC.

Our  centennial vineyards stretch across the sloping  fields of Milo and Santa Maria di Licodia, between Mt Etna top and the Ionian Sea.  From their bush-trained vines the Doc Etna Bianco ERSE is produced, blending Carricante with indigenous grape varieties such as Minnella and Catarratto.  ERSE, vinified in stainless steel tanks, is our interpretation of a variety which has been considered for a long time a “deluxe” minor wine grape, due to its remarkable characteristics of freshness and longevity. 

International Wine Cellar, March/April 2014_ In “The Wines of Southern Italy,” Ian D’Agata reviews wines from southern Italy, which he calls, “an increasingly interesting place for wine lovers to visit, virtually or in person,” and despite some considerations, “there’s lots to cheer in southern Italian wines today. Simply put, beginning with the 21st century, things have never been better.” Included in D’Agata’s reviews: TENUTA DI FESSINA Erse Etna Bianco 2012 – 88 points: “Bright yellow. Perfumed notes of flowers, vanilla and flint complement ripe banana and pear on the nose. Rich and dense but with lively acidity giving lift to the ripe tropical fruit and smoky stone fruit flavors. Finishes big and almost creamy, with a lemony undertone”.

IL MUSMECI, Etna DOC Superiore_Carricante in purezza

Sul mercato ad aprile 2014

“L’Etna bianco raccoglie e fonde, nel suo pallore e nel suo aroma, nella sua freschezza e nella sua vena nascosta di affumicato, le nevi perenni della vetta e il fuoco del vulcano”.

(Mario Soldati, “Vino al vino”)

 

Sull’Etna, per destino, i vari vigneti danno vini molto diversi, generati da suoli e microambienti talmente particolari da renderli unici. Milo nasce sulla frana vulcanica precipitata nel mare oltre 10.000/15.000 anni fa: i terreni scuri di Milo sono costituiti da una miscela di detriti con molti strati differenziati, prodotti del disfacimento del vulcano e fonte di una ricchezza straordinaria come nutrimento della vite. Allevato ad alberello, il Carricante ha un’ elevata acidità fissa che lo rende adatto all’affinamento in legno e alla conservazione nel tempo. Come vuole la migliore tradizione etnea per questa varietà a bacca bianca, la fermentazione del cru di Carricante di Tenuta di Fessina avviene in botte grande.

Percorsi d’appartenenza_ Il nuovo cru di carricante di Tenuta di Fessina IL MUSMECI Bianco

scheda tecnica IL MUSMECI BIANCO

Il Musmeci Etna Bianco Superiore Tenuta di Fessina 2012_ Contrada Milo quindi eleganza diffusa e sussurrata, ribes bianco e camemoro, salvia, salsedine e mandarino, bocca carezzevole e incalzante ancora avvolta in un guscio ma dentro rugge aspettando il suo momento. 90+” (Andrea Gori, gennaio 2014)

Il Musmeci Bianco 2012: “Che bella novità! Crudo, fresco, intenso, ha un grande avvenire” (Paolo Trimani, marzo 2014)

“Ecco un percorso guidato fra quelle varietà che negli ultimissimi anni hanno segnato una crescita qualitativa sorprendente e hanno mostrato, nella loro naturale diversità, un registro stilistico comune, una bevibilità, una freschezza e un’originalità aromatica che piace sempre di più.  (…) La spiccata acidità e i profumi di stampo minerale costituiscono infine anche i dati salienti dei vini a base di Carricante, uva bianca tradizionalmente coltivata sulle pendici dell’Etna: un luogo di straordinaria vocazione vinicola, giusto per ricordare che i buoni vini nascono dalla magica fusione tra uva e territorio. (…) Carricante. Vitigno a bacca bianca diffuso in Sicilia, prevalentemente nella provincia di Catania; è presente nella DOC Etna e nella DOC Sicilia. Aziende di riferimento: Benanti, Fessina, Graci” (LE GUIDE DI REPUBBLICA, 1° aprile 2014_L’Italia dei mille vini, di Ernesto Gentili)

“(…) Il Musmeci bianco, annata 2012, è da solo uve Carricante, della zona di Milo, e sosta 9 mesi in botti grandi da 35hl. Il colore è più marcato, il panorama olfattivo si delinea di anice, fiore d’acacia, ananas caramellato, agrumi. Al palato entra elegante ma protratto da viva freschezza, largo su ritorni sapidi e agrumati(Di Matteo Carlucci, Il TaccuVino, appunti di enogastronomia, “Tenuta di Fessina, conoscere un’azienda al Vinitaly”, aprile 2014) .

“Tenuta di Fessina, dopo l’ammaliante carricante ‘a Puddara, propone il Musmeci Etna Bianco ’12 con corpo e struttura, mineralità e toni agrumati in un allungo gustativo di grande prospettiva(Luigi Salvo, Le Contrade dell’Etna 2014, i 30 migliori assaggi di questo fantastico comprensorio, Giornale VinoCibo.com, 25 aprile 2014)

”Etna white brings and merges together, in its pallor and its aroma, in its freshness and in its hidden smoky vein, the perennial shows of the mountain top and the fire of the volcano”.

(By Mario Soldati, “Vino al vino”)

Destiny has it that, on Etna, the various vineyards produce very diverse wines, produced by soils and micro-environments so particular as to render them unique. Milo was born on the volcanic landslides that fell into the sea some 10,000-15,000 years ago: the dark lands of Milo are made up of a mixture of detritus in many differentiated layers, produced by the decay of the volcano and an extraordinarily rich source of nutrients for the grapevines. Grown by the method “ad alberello” (translate as “little tree”),  Carricante has a high acidity that makes it suitable for the refinement in wood and to the longterm conservation. In keeping with the best traditions of Etna for this variety of white grape, the fermentation of Carricante’s cru of Tenuta di Fessina takes place in large barrel.   

Available from April 2014.

Our CARRICANTE, the voice of Etna Bianco

From 1/14 MEININGER’S WBI. REGIONAL ANALYSIS_SICILY’S RAPID EXPANSION_”As Sicily establishes itself in the international wine trade, quality is rising, indigenous varieties are fl ourishing, and more people are moving in. But there are challenges to overcome, including the cost of production and logistics, says Michèle Shah. “(…) Nerello Mascalese can be found on the unique volcanic slopes of Etna. Its terraced vineyards of ancient bush-trained vines produce wines of depth and fi nesse characterised by minerality and elegance. Top bottlings of Etna Rosso DOC are made from Nerello Mascalese and Nerello Cappuccio, while Etna Bianco DOC is made predominantly with Carricante grapes. The region’s main concern today is that of curtailing production to maintain its quality status and the ‘uniqueness’ it enjoys. From a mere handful of producers some 10 years ago, there are over 70 estates bottling and labelling wines today. Every Sicilian producer with a name wants a slice of Etna, which means Etna could lose some of its uniqueness.  Yet Etna wines are not for the mass-market and it is emerging linerie such as Tenuta di Fessina, a 70,000-bottle production established in 2007 in the commune of Castiglione di Sicilia at an altitude of 670 metres, owned byTuscan producer Silvia Maestrelli and Piemonte-born agronomist Federico Curtaz that will show the way. Their philosophy, according to Maestrelli, is to seek a genuine expression of terroir by intense manual labour, keeping yields low and by respecting nature”.

Il Musmeci Etna bianco Superiore 2012. Tenuta di Fessina_ This label has just come on the market, but has already won us over. It is from a century-old bush-trained vineyard of carricante grapes in Milo, a village on the south slope of Mount Etna. The nose starts slow on a slightly smoky note, then mulberry and citrus zest aromas appear. On the palate, it has rhythmic, mouth-filling development, a finish with extraordinary flavorful energy and a sharpish close. A great wine.  Pairing: 8½_ Not a particularly structured wine, and perhaps that is why it pairs well with the salad. Very pleasant notes of orange blossoms emerge from the pairing, which is both balanced and mouth-filling” (INTERNATIONAL TREBICCHIERI, May 2014, “Chicken Salad (Mediterranean version)” by Giulia Sampognaro)