_Alberello di Nerello Mascalese_

“Appena giunto in paradiso Pictor si trovò dinnanzi ad un albero che era insieme uomo e donna. Pictor salutò l′albero con riverenza e chiese: “Sei tu l′albero della vita?”. Ma quando, invece dell′albero, volle rispondergli il serpente, egli si voltò e andò oltre. Era tutt′occhi, ogni cosa gli piaceva moltissimo. Sentiva chiaramente di trovarsi nella patria e alla fonte della vita.
E di nuovo vide un albero, che era insieme sole e luna. Pictor chiese: “sei tu l′albero della vita?”.
Il sole annuì e rise, la luna annuì e sorrise. Fiori meravigliosi lo guardavano, con una moltitudine di colori e di luminosi sorrisi, con una moltitudine di occhi e di visi. Alcuni annuivano e ridevano, altri annuivano e sorridevano, altri non annuivano e non sorridevano: ebbri tacevano, in se stessi si perdevano, nel loro profumo si fondevano. Un fiore cantò la canzone del lillá, un fiore cantò la profonda ninnananna azzurra. Uno dei fiori aveva grandi occhi blu, un altro gli ricordava il primo amore. Uno aveva il profumo del giardino dell′infanzia, il suo dolce profumo risuonava come la voce della mamma. Un altro, ridendo, allungò verso di lui la sua rossa lingua curva…”
Herman Hesse, Favola d’amore

Il fluttuare tra due poli, il sole e la luna, uomo e donna, ragione e passione, cultura e natura, occidente e oriente. L’unità ed il mistero della vita…