Il prossimo 6 maggio si terrà l’Open Wine –Partesa per il Vino 9° edizione, per la prima volta in Abruzzo, presso la suggestiva e funzionale “Fabbrica delle Idee AURUM” di Largo Gardone Riviera – Pescara.

Dalle 14:00 alle 20:00 parteciperanno alla manifestazione circa 700 operatori del settore Ho.Re.Ca, nonché giornalisti, enologi e numerosi esperti del settore. In assaggio, i vini delle Cantine più accreditate con le quali Partesa Adriatico collabora, tra cui Tenuta di Fessina.

In degustazione in Abruzzo, grazie a Partesa Adriatico, anche il Carricante in purezza A’ Puddara. La nuova annata sul mercato, il 2011, dopo la presentazione durante Vinitaly 2013, arriverà all’AURUM in compagnia di tutta la batteria dei vini di Fessina.

Edizione 2011

L’iniziativa del 6 maggio avrà luogo in uno spazio speciale.

L’edificio dell’Aurum ha visto nel tempo un susseguirsi di vicende e contesti che non hanno mai tradito la vera indole di questo luogo. Fin dagli inizi del Novecento si intuì infatti l’attitudine del sito: “un luogo destinato al divertimento e alla ricreazione ”. Questo è stato il file rouge che ha accompagnato le azioni trasformatrici fortemente ancorata alle sue radici.

È intorno al 1910 che l’amministrazione comunale di Pescara inizia a intuire l’importanza di una riconsiderazione della zona della Pineta, ideandone la conversione in luogo ricco di fermento turistico. L’architetto Liberi riceve l’incarico di redigere non solo il piano regolatore dell’intera zona, elaborando un vero e proprio intervento urbanistico, ma anche un progetto relativo alla costruzione del Kursaal, nome coniato da Gabriele d’Annunzio ed embrione della futura architettura dell’Aurum. La pianificazione includeva anche la realizzazione di una serie di altri “villini”, che avrebbero condotto l’intero sito a diventare una vera città-giardino, un’importante stazione balneare con il suo fulcro proprio nel nuovo edificio.

Kursaal: un elegante fabbricato che, oggi come allora, spicca per la sua raffinatezza raggiungendo l’apice nello splendido doppio loggiato che incornicia l’ingresso, dagli incantevoli colori rosso antico e giallo, richiamando esplicitamente lo sviluppo della villa suburbana che, nonostante l’ubicazione relativamente periferica, stabiliva un forte legame con la sua città.

Il 14 agosto 1910, con un sontuoso banchetto campestre di cinquecento coperti, venne inaugurato il classicheggiante edificio, con l’entusiasmo di dar vita a un vivace e stimolante rione balneare. Sfortunatamente questi propositi rimasero solo delle feconde idee dal momento che la burocrazia e le varie restrizioni legate alle vendite dei lotti del rione, hanno pian piano arenato il progetto: alle parole, alle idee, alle speranze non seguirono i fatti e il Kursaal rimase un esempio isolato di ciò che l’intero prospetto avrebbe dovuto concretizzare. L’entusiasmo venne definitivamente meno con l’avvento del primo conflitto mondiale che determinò l’interruzione del ruolo che l’edificio aveva, per breve tempo, ricoperto.

 

Solo nel 1919 l’edificio ricevette una nuova destinazione, diventando la sede delle distillerie dell’Aurum, il tipico e noto liquore abruzzese. Proprio per far fronte alla crescita di questa azienda, il complesso strutturale subì un ampliamento che si sviluppò attorno al Kursaal. Dopo la chiusura della distilleria, avvenuta negli anni settanta, l’edificio vide un lungo periodo di totale abbandono, rischiando anche la demolizione. Solo dopo un lungo e tortuoso iter la struttura venne acquistata dal Comune, che intendeva renderla idonea per ospitare mostre, concerti, convegni, grandi eventi di ordine nazionale e internazionale. Il 2003 fu l’anno degli inizi del recupero della struttura che, dopo decenni di totale inattività, doveva tornare ai suoi antichi splendori.

In poco più di vent’anni l’attività della distilleria crebbe notevolmente, tanto che nel 1938 fu necessario ideare un piano di ampliamento delle strutture della fabbrica. Fu l’architetto Michelucci a elaborare il progetto, poi realizzato dall’ingegner Zeni.

Per molti anni l’edificio è rimasto in stato di abbandono, riportando danneggiamenti anche e livello strutturale. Solo nel 1995, ospitando la storica edizione di “Fuori Uso”, i riflettori sono di nuovo tutti puntati sull’Aurum e sulla necessità di riportare agli antichi fasti l’ex-distilleria, insieme alla riqualificazione della zona urbana che attorno a essa si dispiega.
“Fuori uso”: una manifestazione artistica di portata internazionale, ancora oggi di grande successo, ideata dal gallerista pescarese Cesare Manzo, consistente nel recupero temporaneo di aree o edifici dismessi e abbandonati, trasformandoli in luoghi d’arte dove è possibile ammirare le opere di grandi artisti contemporanei senza doversi per forza recare in un museo. L’Aurum ha ospitato questa interessante manifestazione di cui resta la testimonianza dell’opera realizzata da Getulio Alviani.

Dal 2003 iniziano i lavori di ristrutturazione dell’ex distilleria, pronta per essere trasformata in un grande contenitore culturale multifunzionale. L’idea attorno la quale è ruotato l’intero progetto di riqualificazione è stata quella di conservare quanto più possibile l’autenticità dell’architettura: si è cercato dunque di mantenere determinati materiali ed elementi costruttivi, elaborando interventi che hanno eliminato i problemi strutturali con l’adozione di soluzioni compatibili alle proprietà della fabbrica.

Il progetto, redatto dall’architetto Luciano Parenti e dall’ingegnere Gaetano Cardano, è stato realizzato dall’Ati Di Vincenzo-Archè, restituendo un edificio rinnovato ma anche tutelato nei suoi aspetti fondamentali, nel rispetto dei vincoli dettati dalla Soprintendenza.

L’apice espressivo dell’intero piano di lavoro è raggiunto nel prezioso doppio loggiato dell’ingresso, tornato al suo passato splendore. È evidente come l’intervento sia riuscito a trovare il giusto compromesso tra la necessità di conservazione e le dovute trasformazioni, essenziali per rispondere alle esigenze delle nuove funzioni previste dall’edificio.

 

Questo dimostra una grande ecletticità anche nelle forme, tanto stabili quanto disponibili ai cambiamenti. L’Aurum si è così caratterizzato quale centro polifunzionale di modernissima concezione, costituendo un polo culturale simbolo di una storia che appartiene alla sua città.